Teatro

San Carlo

 

di Napoli

 

     

 

 

“... Non c'è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro,
ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi ne restano abbagliati, l'anima rapita...

(Stendhal, 12 gennaio 1817)

 

Edificato a Napoli nel 1737 per rappresentare l’opera seria, in sostituzione del vecchio San Bartolomeo, rimase a lungo un teatro eminentemente aristocratico, unica punto d’intrattenimento teatrale per il re borbonico Carlo III. Dopo il 1741, il re concesse in esclusiva al San Carlo la possibilità d’inscenare balli, legati a feste o ad intermezzi comici inseriti tra gli atti dell’opera seria, che rimaneva anch’essa ad appannaggio esclusivo di questo teatro. Durante tutto il settecento, il San Carlo fu il più importante centro di produzione operistica italiana.
Teatro dalle dimensioni ragguardevoli, con una pianta, diseg
nata da un francese, a forma di ferro di cavallo, aveva il palcoscenico più grande della platea, secondo l'uso dell'epoca (elemento che si troverà capovolto nei teatri più recenti), ma senza i camerini che, in tutti gli altri teatri italiani del tempo, consentivano ai palchettisti di fare del loro palco una seconda casa. I palchi del resto, non erano acquistabili, ma erano ottenuti su concessione reale. C'era anche un corridoio che consentiva al re di arrivare al suo palco direttamente dal Palazzo reale.

 

 

Palcoscenico Teatro San Carlo di Napoli, scenografia di Vincenzo Re

 Palcoscenico Teatro San Carlo di Napoli, scenografia di Vincenzo Re

 

 

Sito Web

 

 

 

 

 

 

           A cura di  Rodrigo            

 

www.haendel.it

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24-05-05