Charles Burney 

 

( Condover, 1726 - Londra, 1814 )

 

 

 

Burney ritratto da Joshua Reynolds
(Biblioteca della Musica di Bologna)

 

 

Lo storico e musicista inglese Charles Burney ha il merito di aver scritto la prima storia della musica mai pubblicata: A General History of Music from the Earliest Ages to the Present Period. Nel 1776 uscì il primo volume. Ma il contemporaneo, rivale, Sir John Hawkins bruciò Burney sul tempo, completando una sua versione della storia della musica (A General History of the Science and Practice of Music) in cinque volumi prima che Burney cominciasse il secondo.
Il lavoro preparatorio nella raccolta di materiale per la storia della Musica era iniziato nel giugno 1770 quando Burney decise di partire per il continente in un ammirevole, e per quei tempi davvero avventuroso tour, toccando la Francia, marginalmente, e sopratutto l'Italia, considerata la culla della musica "moderna".
In ogni città che toccò, Burney registrò lo stato della musica cercando di assistere per quanto poteva ai concerti, alle opere, e incontrando, sempre con grande profitto, musicisti, storici, letterati, uomini di scienza, d'arte, principi e chiunque fosse a conoscenza della vita musicale dei luoghi visitati.
Quando ritornò in Inghilterra raccolse tutte sue attente osservazioni in un volume intitolato: Lo Stato Presente della Musica in Francia e Italia (detto Viaggio musicale in Italia).
Nel 1772, in seguito al grande successo ottenuto, Burney ripeté l'impresa viaggiando nell'Europa continentale, in particolare Germania e Austria, per sei mesi, e dopo il suo ritorno pubblicò il Viaggio musicale in Germania e Paesi Bassi. Va detto che i giudizi schietti li riportato dal Burney offesero molto l'area germanica, poiché in sostanza aveva sostenuto che i tedeschi erano un popolo meno civile, meno raffinato, meno sensibile, spesso più rozzo degli inglesi e, per quanto riguarda la musica, degli italiani (a tal riguardo si legga l'aneddoto su C.P.E. Bach).
Oltre a questi preziosi diari di viaggio, è di particolare interesse il IV volume della sua A General History of Music, pubblicato nel 1789, perché tratta della musica di quel periodo, al quale Burney dedicò maggiormente la sua attenzione, mentre non dimostrò che scarso interesse per la musica più antica.
L'aneddotica racconta che Burney spiò dal buco della serratura Handel mentre componeva il Messiah... Di certo si sa, che da giovane fu apprendista del compositore Thomas Arne, che suonò il violino nell'orchestra di Handel, di cui divenne amico, come pure lo fu in tarda età di Haydn. Evidentemente non possedendo sufficiente talento per aver successo come musicista, cercò di trattare la musica sotto un altro aspetto e divenne il pioniere di una nuova branca di studi: la musicologia.
I suoi
scritti, che a distanza di due secoli conservano intatti il loro fascino e il loro interesse, sono un'inesauribile fonte di notizie e osservazioni sullo stato della musica, sui musicisti, sui cantanti di quel periodo, e sono testimonianze di grande valore, perché nei suoi viaggi incontrò e "intervistò" personalità come C.P.E. Bach, Farinelli, Galuppi, GluckHasse, Metastasio, Padre Martini, Quantz e tanti altri.
 

  

 

Gli aneddoti di Burney su Handel


 

 

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A cura di  Rodrigo

 

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Ultimo aggiornamento: 01-12-07