Benedetto

Pamphilj

 

( 1653 - 1730 )

 

 

 

Il cardinale Benedetto Pamphilj

 

 

Il cardinale Pamphilj era il più anziano dei mecenati romani. Grande signore e poeta, si divertiva molto a fare giochi di parole e ad intrecciarli in versi barocchi. Era in grado di prodursi in composizioni estemporanee in versi non prive di fascino e di brio ed anche di comporre, come raffinato omaggio al novello Orfeo, Handel, qualche strofa del tipo:

Handel, non può mia Musa

cantare in un istante
versi che degni sian della tua lira,

ma sento che in me spira
sì soave armonia che a’ tuoi concenti
son costretto a cantare in questi accenti: [...]

Dunque, maggior d’Orfeo, tu sforzi al canto

la mia Musa all’ora che il plettro appeso avea

a un tronco annoso, e immobile giacea


che subito il compositore, stando al gioco, metteva in musica. Più interessante di quest’arietta fu certamente la musica che Handel scrisse per l’oratorio di Pamphilj,
Il Trionfo del Tempo e del Disinganno, eseguita in occasione di uno dei concerti quaresimali patrocinati da Ottoboni nel 1707. Essendo proibite le opere, i cardinali potevano tranquillamente sedere, con la coscienza tranquilla, ad ascoltare il trionfo del tempo e della verità sul piacere...



 

Il palazzo Pamphilj in piazza Navona a Roma (il n. 3)

 

 

Villa Pamphilj

 

 

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A cura di  Rodrigo

 

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Ultimo aggiornamento: 17-09-06