Carlo Scalzi

 

( Voghera, 1700 c. - Genova ? )

 

 

Carlo Scalzi nelle vesti di Sirbace nell'opera Rosbale di Porpora, ritatto da Charles Joseph Flipart, Venezia 1738

Carlo Scalzi  nelle vesti di Sirbace nell'opera Rosbale di Porpora

(Charles Joseph Flipart, Venezia 1738)

 


 

Sebbene non fosse quello che si chiama una stella di prima grandezza, Scalzi fu uno di quei buoni e sicuri cantanti che non facevano mai cadere uno spettacolo, ed era sempre richiesto dai principali teatri italiani ed esteri.
Nel 1719 cantò nel Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia, interpretando il LEUCIPPO E TEONE di Antonio Pollarolo.
Calcò le scene stesse negli anni successivi (1720/1721; 1724/1725; 1737/1738) con opere di G.M. Orlandini, F. Brusa, Leonardo Vinci, Nicola Porpora (ROSBALE), G. Latilla, A.Giai e Hasse (ALESSANDRO NELLE INDIE).
Cantò inoltre a Modena ed a Reggio nel 1720, a Genova nel 1722/1723, e 1733/1734, al Teatro Ducale di Parma nel 1725 ne IL TRIONFO DI CAMILLA di Leonardo Vinci.
Fu a Napoli nel 1726/1727 e nel 1730 lo ritroviamo interprete nell’ERNELINDA di Vinci e nel SESOSTRATE e EZIO di Hasse.
Durante le stagioni del 1728/1729 e 1731/1732 cantò a Roma, dove nel 1731 fu ascoltato in occasione della rappresentazione dell’ARTASERSE di Leonardo Vinci, da Metastasio che lo definì “incomparabile” come Farinelli.
Nel 1733/1734 Scalzi fu ingaggiato da Handel, contemporaneamente a Carestini, per competere con l'Opera della Nobiltà, e il suo successo a Londra fu considerevole, anche se non proprio brillante: il 30 ottobre debuttò nel pasticcio SEMIRAMIDE RICONOSCIUTA del Caro Sassone; fra il 1729/1733 la sua voce era alquanto calata, tanto che Handel dovette abbassargli tutte le arie di quell’opera.
Carlo Scalzi cantò ancora nelle riprese di OTTONE (Adalberto, parte di contralto trasportata), SOSARME (nel ruolo di Argone), ACI AND GALATHEA (nel ruolo di Dorindo), e IL PASTOR FIDO (ruolo di Silvio) e nelle “prime” di ARIANNA IN CRETA (nel ruolo di Alceste) e de IL PARNASSO IN FESTA nel ruolo di Orfeo.
Riuscì ad accumulare in vita considerevoli ricchezze e verso la fine della sua vita si ritirò a Genova, scomparendo dal mondo teatrale o per lo meno dalla storia: perse la voce? Si sa che entrò nella Congregazione dell’Oratorio fino alla morte. Si potrebbe dire che Scalzi fu una meterora Barocca.

 

 

 

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A cura di  Arsace

 

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Ultimo aggiornamento: 30-04-05