Giuseppe

Millico

 

( 1739 - 1802 )

 

 

Giuseppe Millico

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In vita riuscì ad accaparrarsi l'approvazione di dotti, di musicologhi e anche del grosso del pubblico: un consenso generale attorno quindi a questo cantante.
Millico nacque nel 1739 a Terlizzi, una località vicino a Bari, ed iniziò la sua carriera in modo alquanto oscuro: al giorno d'oggi poche sono le fonti che possono dar luce a questo primo periodo di formazione del cantante.
Si sa che a Vienna nel 1769 interpretò la parte del primo uomo in PARIDE ED ELENA di Gluck, che sembra avesse pensato di assegnargli la parte del protagonista dopo averlo sentito cantare a Parma nelle FESTE D'APOLLO, che includevano anche alcuni brani di ORFEO.
La reazione di Millico appena vide la parte che Gluck aveva pensato per lui, fu negativa: era arrivato a pensare che i suoi nemici cercassero di rovinarlo: dopo la rappresentazione dell'opera di Gluck dovette ricredersi dal momento che fu un successo: da quel momento Millico divenne un sostenitore di Gluck, nonchè maestro di sua nipote.
Millico pochi anni dopo questi fatti partì per l'Inghilterra col compositore Sacchini: ma a Londra venne organizzata una campagna spietata dai suoi nemici, tanto che sia lui che Sacchini fecero fatica ad imporsi.
Ma quale era la ragione delle ostilità contro Millico? Pare derivassero dall'aspetto di Millico: era infatti insolitamente scuro di carnagione e bruno di capelli, e quindi poteva avere sangue negro o moresco nelle vene.
Sebbene osteggiato dal razzismo, Millico seppe affermarsi attraverso la sua bravura, e Sacchini trionfò, facendo corredere chi aveva sempre sostenuto che Millico non sapeva cantare e che Sacchini non avrebbe potuto comporre un gran ché.
La collaborazione fra i due artisti divenne elemento soleto, tanto che Millico venne identificato in Inghilterra con la musica di Sacchini, cantando nel CID, e nel TAMERLANO. Sacchini divenne popolare, cosa insolita dopo la scomparsa di Handel; Millico invece dopo questi consensi partì per un impegno assunto a Berlino.
La signora Thrale, una coeva che ebbe modo di assistere alle rappresentazioni in cui Millico partecipò, scrive che "Millico doveva cantare queste parole "I come my Queen to chaste delights", ossia "Vengo dalla mia Regina per caste gioie", e invece le cantò così "I comb my Queen to catch the lice" ossia "Io pettino la mia Regina per prendere i pidocchi".
Nel 1779 circa ritornò a Napoli, essendo nominato maestro della cappella Reale, veste in cui impartì lezioni a Lady Hamilton e a Giuseppe Aprile, altro musico cantore, il preferito da Niccolò Jommelli.
Anche Millico, si espresse come compositore, ottenendo consensi fra cui quelli di Mattei e Arteaga (ricordiamo fra i suoi lavori LA PIETA' D'AMORE e LA ZELINDA).
Si spense a Napoli nel 1802.


 

 

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A cura di  Arsace

 

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Ultimo aggiornamento: 13-05-05