Giovanni Andrea

Angelini-Bontempi

 

 

( 1625 - 1705 )

 

 

 

Giovanni Andrea Angelini-Bontempi, evirato cantore dalla vita atipica per la categoria dei musici cantori: la sua carriera fu essenzialmente di letterato, compositore e storico, allestitore di opere teatrali in modo molto più preponderante rispetto all’essere cantore i voce bianca.
Nacque a Perugina nel 1625 ed è ricordato soprattutto perché si occupò della biografia della star dei suoi tempi, ossia Baldassarre Ferri, che lo definì nella sua opera monumentale “Historia Musicae” come “Fenice de’ cigni e de’ cantori”: questa valutazione è importante in quanto Angelini era il più grande critico e storico della musica al tempo in cui scrisse, e mantenne questo titolo anche parecchi anni dopo la sua morte.
In età adulta antepose al suo proprio cognome quello del suo protettore Cesare, appartenente ad una antica e nobile famiglia perugina, che lo aveva sempre tutelato sin da quando era rimasto orfano di entrambi i genitori. Il Tutore, qui la storia si ripete come per altri grandi castrati, notando la predisposizione per il canto da parte del giovane Giovanni Andrea, lo inviò a Roma, sotto la supervisione del cardinale Francesco Barberini, parente di Matteo, alias Papa Urbano VIII, che si occupava e gestiva il teatro Barberini situato nel loro palazzo rinascimentale in via delle Quattro Fontane: fu lui che si occupò dell’operazione del fanciullo al fine di preservare la voce bianca, per poter far sì che un altro Angelo in terra cantasse le lodi del Signore.
La formazione poi professionale canora fu affidata al maestro di Cappella Virgilio Mazzocchi, che dirigeva una scuola da dove erano usciti altri castrati famosi. Ma la natura fu arcigna con Giovanni Andrea: infatti malgrado fosse seguito da luminari nel campo della tecnica vocale, la voce, sebbene “angelica” non raggiunse mai le vette delle altre star del tempo (e questo ce lo conferma nel 1697 il conte Montemellini). Si distinse però per la vastità delle conoscenze, grazie alla frequentazione delle diverse Corti e l’insegnamento dei Filippini a cui era giunto con studi motivati dalla passione per il sapere: la sua cultura era stupefacente non solo nel campo musicale e canoro, ma anche come architetto ed ingegnere teatrale e come storico (infatti scrisse “Storia della Ribellione in Ungheria” e “L’origine dei Sassoni”) : il sapere e la diffusione della cultura furono sempre per lui l’obiettivo della sua attività, prodigandosi sempre per raggiungerli.
Bontempi morì all’età di 80 anni il 1° Luglio 1705 a Brufa, in provincia di Perugia.

 

 

 

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A cura di Arsace

 

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Ultimo aggiornamento: 10-04-05