Discografia Handeliana

 

 

Handel

vs

Scarlatti

 

Recensione

 

Relativamente al cd edito dalla STRADIVARIUS, n° catalogazione 33623, DDD, durata 68.04, intitolato "ROMA 1709 - Handel VS Scarlatti" debbo dire che ha incontrato tutto il mio apprezzamento: tanto si è parlato dello scontro fra i 2 compositori dinnanzi al cardinale Ottoboni.

Il cd ripropone come si può leggere dal libretto dei brani che  possono esser ragionevolmente ritenuti validi nella ricostruzione della "musical tenzone" che si svolse nella città eterna. La prima parte del cd è dedicata a 5 brani, che il 14 Gennaio 1707  nella Basilica di San Giovanni Laterano il Caro Sassone poté esibire.
Questa prima parte del cd e' intitolata "L'arrivo del Sassone".
Al cembalo e agli organi (uno da chiesa e uno da camera) c'è il bravo Luca Guglielmi.
"E' giunto in questa città un Sassone Eccellente suonatore di cembalo e compositore di musica, il quale oggi ha fatto gran pompa della sua virtù in sonare l'organo nella chiesa di San Giovanni con stupore di tutti ...."
Viene riportato questo pezzo all'interno dell'esauriente libretto (copertina molto bella): si tratta di un pezzo del diario di Francesco Valesio, che permette di dare un fascio di luce al cosiddetto "periodo italiano" di Handel.
La Chiesa di San Giovanni era dotata, e tutt'ora lo è, di un monumentale organo costruito dal perugino Luca Blasi nel 1598 per il grande Giubileo del 1600: lo strumento si contraddistingue con la mostra di 24 piedi, il Principale profondo, che dona una solida base all'equilibrio fonico del luminoso ripieno, che si inerpica sino ai vertici della Trigesimasesta duplicata.
I brani prescelti, che sono stati eseguiti proprio nell'organo di questa famosa chiesa, lo stesso che ha suonato Handel a Roma, sono: un preludio in re minore HWV 564, che ha come incipit un passaggio degno dello "stilus phantasticus" più alto, passando poi ad una sezione fugata che ricorda lo stile dei compositori tedeschi, tipo Buxteude (che Handel assieme a Mattheson ebbe modo di sentire dal vivo a Lubecca attorno al 1703).
Segue una Toccata in sol minore, HWV 586, Una sonata in sol minore HWV 580 e una Sonatina in sol minore con l'indicazione "a tempo giusto" HWV 583.
Sono queste caratterizzate da uno stile più italianeggiante, mostrano l'apprendimento della lezione corelliana unitamente alla personale (il DNA Handeliano) ricerca armonica: nella sonatina si evidenzia più chiaramente questo originale percorso di ricerca e di perfezionamento di stile.
Poi la 5 traccia è ha un carattere didattico: si tratta di un Preludio e Allegro in la minore contrassegnato con l'HWV 576§: l'allegro ha già gli elementi precursori dei primi anni inglesi, infatti Handel riutilizzerà il suo tema sviluppando il materiale tematico nel secondo movimento del HWV 291, ossia il concerto per organo e orchestra Op.4, n° 3.
Il Prelude riprende lo stilus Phantasticus e l'arditezza armonica propria degli anni italiani: dopo un turbinio di svolazzi iniziali, c'è una sezione in stile più recitativo che fa pervenire ad una conclusione a piene voci, portandoci verso uno stile più leggero ma molto incisivo.

La secoda parte del cd si dedica al 1709: la sezione è intitolata Roma, Primavera 1709. Palazzo del Cardinale Ottoboni: LA DISPUTA.
Mainwaring, nella sua biografia Handeliana parla dell'evento scontro con Domenico Scarlatti, già prima a Venezia e poi a Roma nel 1709, nella sontuosa dimora del Cardinale Ottoboni, un amante delle arti e della vita conviviale, grande mecenate e possessore di una miriade corpo di strumenti preziosissimi, tra cui ben 16 clavicembali e un grande organo da camera.
Come dice il libretto accompagnatorio, le testimonianze raccontano l'esito incerto della disputa al clavicembalo: pare che alcuni dessero la preferenza a Scarlatti per la sua delicatezza ed eleganza.
Ciononostante quando si passò all'organo la superiorità di Handel fu palese a tutti quanti e lo stesso Scarlatti lo riconobbe, dichiarando candidamente che mai neppure aveva intuito che si potesse cavare tanta potenza ed armonia dall'organo.
Invece di dividerli, la disputa avvicinò i 2 compositori coetanei, nati infatti entrambi nel 1685: si ammiravano l'un l'altro.
Si racconta inoltre che Domenico Scarlatti, in tarda età, al solo proferire il nome di HANDEL si facesse il segno della croce, a dimostrazione del segno di venerazione in cui teneva l'antico antagonista e giovane amico. 
Anche per Scarlatti hanno trovato difficoltà a dare una datazione precisa alle sue composizioni primaverili del 1709: ma uno stile uniforme di alcuni brani e la loro estetica assai lontana dagli anni spagnoli di Scarlatti, ha permesso di risalire con ragionevolezza al periodo della tenzone.
La cantabile sonata in si minore K 87 e la brillante Gavotta in re minore K. 64 (debitrice - dice il libretto - di Francesco Gasparini e Alessandro Scarlatti per la lezione sulle "acciaccature") sono poste in raffronto come botta e risposta alla Allemande in la minore di Handel HWV 478, e all'Allegro in re minore HWV 475, di Handeliano Vigore con sfumature liriche italianeggianti.
Poi la disputa continua con il raffronto fra la Partita in do minore HWV 444/445 di Handel con la Toccata X in fa maggiore K.85 82 78 inedito, conservata quest'ultima manoscritta a Coimbra e composta da 4 movimenti esistenti anche come singole sonate o parti di esse in altre fonti manoscritte.
La Partita HWV 444/445 invece è giunta ai tempi odierni in 2 versioni e ordinata dall'esecutore in versione sincretica, scegliendo i movimenti + italiani dall'una e dall'altra.
Lo stile più severo, altro campo di confronto fra i 2, è rappresentato da 2 fughe: in re minore la K.41 di Domenico Scarlatti (e che per lungo tempo si credette del padre) e in fa maggiore la HWV 611, che però si pensa sia degli anni amburghesi di Handel.

La sezione terza del cd porta la sfida sull'organo da camera: a Palazzo Ottoboni Handel surclassò indubbiamente Scarlatti: nel corpus di sonate scarlattiano, rari sono gli esempi di brani dedicati espressamente per l'organo, ma da uno studio attento si è giunti a riproporre altri brani che ragionevolmente potevano essere quelli proposti nella tenzone. Si tratta del Capriccio in sol maggiore K. 63 e la patetica Sonata in re minore K. 34 e la sonata in la minore K.61, che costituisce il solo esempio dell'arte della variazione: questi brani eseguiti su uno strumento piccolo come un organo da camera - dice il libretto - fanno fare una figura più onorevole di quella che forse fece effettivamente a Roma nel 1709.
Naturalemtne Handel rispose con un'efficacissimo ed incisivo, come d'altronde è il Suo Stile, Preludio e Capriccio in sol maggiore HWV 571, con elementi imrpovvisativi e un contrappunto vivace. Segue un'Handeliana Sonatina in re minore, che altro non è se non una giga, forse leggermente successiva dice il libretto - a quella della tenzone.
Il cd si conclude con la poderosa Chaconne in fa maggiore HWV 485, risalente agli anni di Amburgo: pare che questa composizione fosse però stata concepita per 2 tastiere, ma poichè il Cardinale Ottoboni possedeva un organo eccezionale con un ingegnoso cambio di registri, fu possibile suonarla a palazzo.

Come opinione personale debbo dire che sebbene l'organo non sia uno degli strumenti che prediligo, devo ammettere che i brani suonati, non solo quelli Handeliani, ma pure quelli Scarlattiani, mi hanno fatto apprezzare di più l'organo, poichè in queste composizioni troviamo sempre una melodia, che per me deve essere la base della Musica, e non sono presenti gli schiacciamenti del rigor luterano tedesco caratterizzati dal noioso stile severo contrappuntistico e matematico. La Musica è melodia e non teoremi matematici: ci deve essere quella vis e quel pathos che francamente da una formula matematica non riesco a trarre!
Per quanto riguarda il cembalo, debbo dire molto bello il cd in questione: il cembalo è così intrinsecamente Barocco che lascia sempre affascinati dal suono: figuriamoci poi se al suono associamo una melodia, che sebbene complessificata dalle ornamentazioni non venga soffocata, raggiungiamo gli apici di estasi del Barocco con un solo strumento solista.

 

 


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A cura di Arsace

 

www.haendel.it

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17-09-06