Composizioni Handeliane

 

 

 

Oboe Concerti

 

 

 

Anche se nel Settecento i concerti dell' Op. 3 erano noti come "Concerti per oboe", i tre che oggi chiamiamo Oboe Concerti non hanno nulla a che fare coi lavori orchestrali dati in stampa nel 1734.

I concerti n°1 e 2 furono pubblicati da Walsh alla fine di 1740. Il n°3 è di molto anteriore: composto ad Amburgo nel 1703-5, cadde presto in oblio fino a quando non giunse alla stampa nel 1863. Tutti i tre concerti sono in quattro movimenti, secondo il modello lento-veloce-lento-veloce. Il concerto n°1 in si bemolle maggiore è un lavoro geniale, la cui atmosfera intimista è accentuata da un terzo tempo in forma di siciliana, con una melodiosità semplice e di ispirazione pastorale. Il concerto n°2, anch'esso in si bemolle maggiore, dà certamente meno prominenza all'oboe, in accordo col fatto che nessuno di questi brani fu concepito originalmente come concerto: per esso Handel rielaborò due delle ouverture in due tempi dei "Chandos Anthems". Il terzo movimento è particolarmente bello, basato su un cantabile nobile ed eloquente. Il concerto n°3 in G minore è il più "pubblico" dei tre e il più sistematico nel dare all'oboista la possibilità di esporre il proprio virtuosismo. Questo è evidente fin dall'inizio in cui dove i gesti imperiosi degli archi sono contrapposti ad un assolo di oboe di assorta tristezza. Nei movimenti successivi, il solista ha numerosi passaggi di rapide figurazioni in evidenza.

                                            

 

 

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A cura di Rodrigo

 

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Ultimo aggiornamento: 13-09-04