Samson

     

HWV 57

Oratorio in tre atti

Musica di George Frideric Handel

Libretto di Newburgh Hamilton

Prima esecuzione: Londra, Covent Garden, 18 Febbario 1743

 

 

Biglietto di Ingresso per SAMSON di Handel

 

 

La Trama

 

ATTO PRIMO

L'azione si svolge a Gaza, luogo in cui i Filistei venerano il loro dio Dagon, con una sontuosa festa in suo onore: per il cieco Samson è una possibilità per trovar riposo , lasciando la sua attività di schiavo, anche se alla quiete fisica non corrisponde quella mentale: egli infatti si tormenta per un rimorso.
I suoi amici israeliani lo trovano mentre si lamenta, e uno fra di essi, Micah, prova pietà per Samson per il quale ravvede l'esempio dell'incertezza dell'esistenza umana: il tormento di Samson è nella sofferenza della perdita della vista.
Il Padre di Samson, Manoa, lo sta cercando ed arriva sulla scena, ricordando la fama e le gesta che un tempo lo avevano reso orgoglioso del figlio: Samson invoca la morte, ma il coro degli israeliti lo conforta, infondendogli speranza nel suo trionfo sul tempo e sulla morte.



ATTO SECONDO

Micah, assieme al coro, implora Jehova di sollevarlo dalla così misera condizione in cui è caduto Samson.
Poi appare Dalila, attorniata da un seguito fastoso e solenne, che rinnova a Samson il suo amore, che però seccamente lo rifiuta: allora Dalila cerca di riconquistarlo usando tutta la sua arte seduttoria, ma non c'è verso: Samson è irremovibile.
Furiosa per il continuo rifiuto di Samson, proprio per colpirlo, Dalila si mette ad esaltare il suo tradimento verso Samson come atto di patriottismo.
A tale affronto, Samson non riesce a capacitrarsene poichè interviene un guerriero borioso Filisteo, Harapha, che si avvicina per vantarsi della propria superiorità in forza dinnanzi ad un nemico inerme, e condisce il tutto con una derisione verso Jehova che permette ad uno dei suoi guerrieri di cadere così in basso, lasciandolo in asso.
Micah, che assiste alla scena, propone allora uno scontro fra dei Dagon e Jehova: è un richiamo per gli israeliti da un lato e filistei dall'altro.
L'atto si conclude con solenni invocazioni delle due divinità da parte dei due opposti schieramenti.


ATTO TERZO

Harapha coercizza, minacciandolo, Samson a dimostrare le sue abilità e forze in occasione della festa in onore a Dagon: dapprima rifiuta, ma poi decide di accettare la sfida, con il proposito di sconfiggere i filistei con l'intervento di Jehova.
Samson ritrova la pace interiore, mentre le preghiere dei suoi compagni l'accompagnano.
La scena cambia: si ascolta da lontano la musica per i festeggiamenti di Dagon, ma alla boria, all'arroganza di questo popolo si aggiunge la giustizia divina: grida di spavento e di dolore bloccano musica e festeggiamenti: giunge un messaggero che proclama il crollo delle colonne del tempio di Dagon: è Samson ad esser responsabile di tale distruzione, ma egli è morto assieme a tutti i Filistei.
Tra le note di una lugubre marcia funebre, il cadavere di Samson viene portato al sepolcro, ma segue una gran festa funebre in onore delle gesta degne di un eroe quale era Samson.
Manoa tuttavia impone di sospendere i lamenti, poichè Samson è morto da Samson, quindi compiendo atti degni della sua antica fama.
Un canto di lode di tutti gli israeliani a Jehova si leva a conclusione dell'oratorio, con il famosissimo coro "Let the bright Seraphin", iniziato con soprano solo e tromba, accompagnati dall'orchestra. 

 


Filisteo, bozzetto da SAMSON di Handel

 

 

Il Libretto

 

 

 

Let the bright Seraphim
Renee Fleming 

 

 

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A cura di  Arsace

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 02-12-07