Serse

 

HWV 40

 

  

Dramma per musica in tre atti

Musica di George Frederich Handel, completata il 14 Febbraio 1738

Libretto di anonimo, da Silvio Stampiglia e Nicol˛ Minato

Prima rappresentazione: 15 Aprile 1738, King's Theatre, Haymarket, Londra

Cast della prima:

Serse: Signor Caffarelli, castrato soprano 
Arsamene:
Maria Antonia Marchesini, contralto 
Amastre:
Antonia Maria Merighi, contralto
Romilda:
Elisabeth Duparc, soprano 
Atalanta:
Margherita Chimenti, soprano 
Ariodate:
Antonio Montagnana, basso
Elviro:
Antonio Lottini, basso 

Coro a 4.   

Orchestra:
tromba, 2 corni, 2 flauti dritti, 2 oboi, archi e basso continuo.

Note:
5 rappresentazioni nella stagione.

 

 

 



L'opera non ebbe un immediato successo, contando solo 5 rappresentazioni. Il fatto Ŕ che i contemporanei rimasero molto perplessi da quest'opera, come lo sono stati alcuni critici moderni: Sir Newman Flower la definý "una farsa musicale... un'assurditÓ che non ha giustificazioni" e nel migliore dei casi una vera e propria opera buffa.
Addirittura lo stesso Charles Burney si trov˛ ad essere molto disorientato da quest'opera, dal momento che la consider˛ il prodotto di una mente turbata, per non dire malata.
In realtÓ, con quest'opera si esce certamente dagli schemi di un'opera seria: o meglio in parte alcuni elementi ci sono ancora, ma non si possono trascurare quelli comici: trovo che ci siano dei personaggi che rientrano bene negli schemi dell'opera seria, mentre altri sono senz'ombra di dubbio comici: Serse, Rosmilda, Arsamene sono senz'ombra di dubbio seri, Atalanta, Elviro e Ariodate, sono leggeri, comici e a volte pure buffi.
Il personaggio di Amastre, principessa promessa a Serse, ha un carattere furibondo, corrosa com'Ŕ dalla gelosia nei confronti di Serse per la sua infedeltÓ: L'aria "SaprÓ delle mie offese", alcuni - come per esempio Lang - la considerano comica in quanto Ŕ una leggera *parodia* della tradizionale aria di furore, ma io ritengo che non sia affatto comica, anche se dipende dall'esecuzione: infatti vedendola eseguita in una rara videocassetta, la cantante (dalla voce contraltile) interprete non suscita affatto ilaritÓ e coinvolge invece nella sua ira furibonda: ben differente l'interpretazione in cd, dove i ritmi sono pi¨ blandi e i respiri meno serrati, ecco allora lý sembra pi¨ "comica"... mah! Ci˛ non toglie che la musica Ŕ bellissima e rende molto di pi¨ se Ŕ a ritmo serrato.  
C'Ŕ come dice un altro critico, Dent, un tentativo di Handel di adeguarsi ai gusti del momento, ma proporre un'opera comica a Londra, difficilmente poteva avere un seguito come in Italia, tipo Leonardo Vinci, Leonardo Leo, Pergolesi, rivolgendoli ad un pubblico che non conosceva a fondo la lingua Italiana e che magari non comprendeva lo humor... italiano.
In realtÓ la comicitÓ di Serse si dice che sia pi¨ raffinata di quella di un'opera buffa e si fonda nell'equivoco di mostrare grandi e solenni personaggi storici in momenti molto meno solenni, in particolar modo nei loro affanni di intrighi amorosi, dai quali non sembrano ottenere successo.
Ecco allora la comicitÓ pu˛ ravvisarsi in questo e viene esaltata con mezzi squisitamente musicali: in effetti se prendiamo in considerazione l'opera, mancano i contrattempi tipici dell'opera buffa, mancano le situazioni "standard" che provocano ilaritÓ, tipiche dell'opera buffa.
Tuttavia voglio citare nel secondo atto Elviro, il servo di Arsamene, ha l'incarico di consegnare una lettera d'amore; travestito da fioraio inframmezza il suo canto con grida da venditore ambulante, che risultano davvero autentiche (questo per me Ŕ davvero "buffo" e comunque ed in ogni caso assolutamente fuori discussione dentro un'opera Seria): risulta che Handel le avesse annotate dal vivo.
Insomma in definitiva Ŕ un'opera buffa, un'opera seria, o che altro?
La mia opinione Ŕ che presenta aspetti seri e aspetti comici, anche se non tradizionali, specie poi se la si vede (nel DVD, ma cantato in inglese, con Ann Murray e Christopher Robson), e non solo se la sia ascolta: si alternano momenti sublimi quali tutta la scena del primo atto iniziale che evoca tutta un'atmosfera bucolica dal celeberrimo "Ombra mai fu", per finire con l'aria di Romilda "Va godendo vezzoso e bello", pare infatti che il linguaggio dell'Ombra mai fu continui all'interno dei giardini di Serse, specie poi con quelle parti strumentali che si intersecano alle arie di Romilda: pezzi intensi (direi tutte le arie di Arsamene, di Serse e Rosmilda), passi allegri e un po' leggeri (Ariodate e Atalanta), brani comici come quelli dedicati ad Elviro.
Una delle cose poi da ricordare Ŕ che vi sono pezzi strumentali all'interno dell'opera, commenti musicali, e cori che fanno uscire il SERSE dallo schema Metastasiano.

                     

 

Il Libretto

Discografia

 

 

 

Ombra mai fu
(David Daniels)

 

 

 

Crude furie
(Joyce DiDonato)

 

 

 

Chi cede al furore
(Yvonne Kenny)

 

 

 

Io le diro che l'amo
(Aris Christofellis)

 

 

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A cura di  Arsace

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 18-02-09