Radamisto

     

 

 

Radamisto, HWV 12a 

Opera seria in tre atti

Musica di George Frideric Handel, composta nella primavera del 1720

Libretto di Nicola Francesco Haym, da L'amor tirannico, o Zenobia di Domenico Lalli. 

Prima rappresentazione: 27 Aprile 1720, King's Theatre, Haymarket, Londra

Cast della prima:

Radamisto: Margherita Durastanti, soprano 
Zenobia: Anastastia Robinson, contralto 
Farasmane: Signor Lagarde, basso 
Tiridate: Alexander Gordon, tenore 
Polissena: Ann Turner Robinson, soprano 
Tigrane: Caterina Galerati, soprano 
Fraarte: Benedetto Baldassari, castrato soprano

Orchestra:  
2 trombe, 2 corni, flauto traverso, 2 oboi, 2 fagotti, violino, violoncello, archi e basso continuo.

Note:  
16 rappresentazioni nella stagione.

Handel apportò in seguito una seconda versione dell'opera per un altro cast di cantanti, con Senesino al debutto sulla scena londinese, e con 10 nuove arie, un duetto, un quartetto e alcuni tagli nella partitura, denominata:

 
Radamisto, HWV 12b

Prima rappresentazione: 28 Dicembre 1720, King's Theatre, Haymarket, Londra

Cast della prima:

Radamisto: Signor Senesino, castrato contralto  
Zenobia: Margherita Durastanti, soprano 
Farasmane: Signor Lagarde, basso 
Tiridate: Giuseppe Maria Boschi, basso 
Polissena: Maddalena Salvai, soprano 
Tigrane: Matteo Berselli, castrato soprano 
Fraarte: Caterina Galerati, soprano 

Orchestra:  
2 trombe, 2 corni, flauto traverso, 2 oboi, fagotto, archi e basso continuo.

Note:
5 rappresentazioni nella stagione.   
Radamisto HWV 12b fu ripreso a Londra nel novembre 1721 e nel gennaio 1728, per altre 11 spettacoli. Nel 1722 ebbe ben 17 rappresentazioni ad Amburgo con il titolo di Zenobia

 

 

 

 

Di ritorno da Dresda (capitale europea dell'opera italiana, accanto a Vienna e Londra) per ingaggiare cantanti, Handel si occupò intensamente dell'Accademia reale di Musica.
Partecipava a riunioni del consiglio e si incaricava di molti compiti d'impresa (ecco un aspetto di compositore impresario, capace anche di operare scelte che fruttino introiti assecondando i gusti del pubblico).
Tuttavia questo comportava una grossa riduzione del tempo da dedicare alla composizione musicale. E' per questo motivo che la sua nuova opera non fu pronta per la Solenne apertura della prima stagione dell'Accademia, che ebbe luogo il 2 aprile 1720 con l'opera NUMINTORE, su libretto di Rolli, di Giovanni Porta. Questi, che a quell'epoca era a servizio del duca di Wharton, veniva considerato un buon compositore che si atteneva al genere consueto dell'opera di arie, che maneggiava con disinvoltura avendo cura di soddisfare il pubblico.
Il 27 Aprile 1720 venne rappresentata la prima opera di Handel composta per l'Accademia: il teatro era esaurito e fra il pubblico c'erano il Re con le sue "dame" e il Principe di Galles.
Mainwaring racconta che "molti gentiluomini non poterono entrare pur avendo offerto 40 scellini per un posto in galleria (da dire che di solito quei posti venivano venduti a 2 scellini e mezzo!).
Radamisto fu uno dei più bei trionfi del nostro Caro Sassone. Presenta anche un buon libretto, e il lavoro è composto in modo conciso ed efficace, pur essendo di vaste proporzioni, comprendendo numeri strumentali complessi, ritornelli e preludi.
Lasciamo dipingere certe scene ancora a Mainwaring che narra come l'entusiasmo raggiunse lo zenit:
"Se bisogna credere a coloro che in vita assistettero a quella rappresentazione, l'applauso che [Radamisto] ricevette arrivò quasi ad eguagliare quello di Agrippina: comunque la folla ed i tumulti del teatro di Venezia non furono certo pari a quelli di Londra. Tra tante signore così splendide e così alla moda (tanto entusiasmo va attribuito proprio al loro gusto eccellente) non rimase ombra alcuna di cerimonia o di forma; scarsa fu persino ogni parvenza di ordine o regolarità, di educazione o decenza. Molte di loro, che si erano fatte strada nel teatro con foga che mal si addiceva al loro rango non meno che al loro sesso, a causa del caldo eccessivo e dell'aria viziata finirono per svenire. Persino molti gentiluomini, che erano giunti ad offrire 40 scellini per un posto in galleria dove avere (invano) sperato di trovare uno in platea o in qualche palco, furono mandati indietro".
Burney scrive: "più compatto, più ingenioso e pieno di fuoco di qualsiasi altro dramma che Handel abbia mai Musicato", poichè presentava la strumentazione più ricca fino a quel momento: I corni infatti per la prima volta comparivano in teatro, nella bellissima aria, "Alzo in volo " cantata da Tiridate, nel terzo atto.
Hawkins riferisce che Handel considerava l'aria "Ombra cara" ( aria cantata da Radamisto nell'opera Omonima nel momento in cui il protagonista crede che la moglie sia morta ), la sua più bella melodia, accanto a "Cara sposa" di Rinaldo.


Argomento



« Farasmane, re di Tracia ebbe due figli, Radamisto e Polissena. Radamisto si maritò con Zenobia principessa di nobil sangue, ma di maggior virtù. Polissena fu data in moglie a Tiridate Re d'Armenia, il quale di là a qualche tempo trasferitosi a corte del suocero, in tempo che non v'era Radamisto, vide la cognata, e se ne invaghì.
Ritornato nel suo regno, non vedendo altra strada per soddisfare al suo ingiustissimo amore, mosse guerra improvvisamente a Farasmane, e gli tolse tutto il suo stato, fuor che la sua capitale, dove Radamisto, e Zenobia, s'erano rinferrati per difenderla; avendo prima di ciò in una battaglia fatto prigione Farasmane.
Condusse seco nel campo la moglie, per dubbio che nella sua lontananza non gli suscitasse qualche sollevazione.
Renduta alla fine la città, dalla quale fortunatamente con la fuga salvati s'erano Radamisto, e Zenobia, scoperti da soldati nimici, Radamisto per dubbio che la moglie non cadesse in mano del Tiranno, la ferisce, a ciò fare anche esortandolo l'istessa moglie; e credendola morta, la gitta nel fiume; dal quale fu salvata dai soldati, che l'inseguivano, e condotta a Tiridate. Radamisto disperato per aver ucciso la moglie, s'introduce nel di lui campo con animo d'amazzarlo. Trova quivi la moglie viva, e prigione; e dopo vari accidenti, gli riesce di recuperar lei ed il Regno.

 Vedi Tacito negli annali, Lib. XII cap. 51. Questo fatto seguì nell'Anno XII di Claudio Imperatore; l'anno 53 dell'era Cristiana. »

 

                                                                        

Libretto di Radamisto

Recensione Cd

 

 

 

 

Ombra cara di mia sposa
Radamisto
(Philippe Jaroussky)

 

 

 

Deh! fuggi un traditore
Tigrane
(Laura Cherici)

 

 

 

Che farà quest'alma mia
Polissena

(Lisa Saffer)

 

 

 

Suite strumentale da Radamisto
Passacalle
Gigue
Passepied
Rigaudon

 

decorative line

 

 

A cura di Arsace & Rodrigo

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 25-11-08