Faramondo

 

HWV 39

 

 

Dramma per musica in tre atti

Musica di George Frederich Handel, completata il 24 Dicembre 1737

Libretto anonimo, da Apostolo Zeno

Prima rappresentazione: 3 Gennaio 1738, King's Theatre, Haymarket, Londra

Cast della prima:

Faramondo: Signor Caffarelli, castrato soprano
Clotilda: Elisabeth Duparc, soprano
Rosimonda: Maria Antonia Marchesini
, contralto
Gustavo: Antonio Montagnana
, basso
Adolfo: Margherita Chimenti
, soprano
Gernando: Antonia Maria Merighi
, contralto
Teobaldo: Antonio Lottini
, basso
Childerico:
William Savage, controtenore

Coro a 4.   

Orchestra:
2 corni, flauto traverso, 2 oboi, archi e basso continuo.

Note:
8 rappresentazioni nella stagione.

 

 

La Trama

 

Atto I.
In un bosco di cipressi Gustavo re dei Cimbri compie all’altare un sacrificio solenne giurando guerra eterna a Faramondo re dei Franchi che ha ucciso sul campo di battaglia Sveno figlio di Gustavo. Chiunque porterà a Gustavo la testa di Faramondo sarà ricompensato dalla mano di sua figlia Rosimonda e dal trono dei Cimbri.
Il generale di Gustavo, Teobaldo, trascina Clotilde, sorella di Faramondo, che è stato catturata e che essendo parente di sangue di Faramondo è condannata a morte, il re però esita vedendola, poi ordina che la si liberi. Adolfo, figlio sopravvissuto di Gustavo, è innamorato di Clotilde e promette di provare la sua fede difendendo il fratello della giovane e non, come aveva giurato, di fare di tutto per condurlo a morte.
Al palazzo reale Childerico fratello di Rosimonda la difende dalle forze dell’invasore Faramondo. Quest’ultimo chiede una sospensione delle ostilità e si presenta a Rosimonda che invece che essere colpita dal suo aspetto e dalla sua nobile condotta inveisce contro di lui non vedendo nella sua persona nient’altro che l’uccisore del fratello. Faramondo, attirato da lei offre la sua vita in riparazione della morte di Sveno che ella rifiuta preferendo la propria vendetta.
Il re degli Svevi Gernando, amico e alleato di Faramondo, ringrazia quest’ultimo di avergli fatto guadagnare, sconfiggendo Gustavo, Rosimonda come sposa. Faramondo pensieroso dice a Gernando che ora tocca a se stesso guadagnare il cuore di Rosimonda e confessa di essersi innamorato di lei. Solo sulla scena Gernando ribadisce la sua determinazione a volere l’amore di Rosimonda e a liberarsi del suo nuovo rivale facendolo assassinare (Voglio che mora, sì) arrivando a dire a Rosimonda che in effetti il fatto è già accaduto. Rosimonda non disprezza la sua offerta e un momento più tardi si risolleva vedendo Faramondo apparirle dinanzi vivo e in salute dopo la conquista del palazzo reale. Dimenticando l’impegno con Gernando Faramondo offre di restituire la libertà a Rosimonda e il regno a Gustavo e offre se stesso a Rosimonda la quale stanca sì del suo giuramento riluttante rifiuta però il suo amore. Faramondo la lascia promettendole di ritornare solo per morire ai suoi piedi. Lei ne resta confusa e angustiata.
Al campo dei Cimbri Gustavo dichiara il suo amore per Clotilde ma ella lo rifiuta con collera. Teobaldo riferisce che Faramondo è ritornato dai bastioni della città solo e disarmato, Gustavo allora prepara un’imboscata. Temendo un tradimento Clotilde chiede nuovamente ad Adolfo di difendere suo fratello, ad esempio nel caso che Gustavo levasse la spada contro Faramondo lui sarebbe lì per interporsi tra i due. I soldati di Faramondo sopraggiungono e Gustavo stesso si trova preso in trappola. Faramondo generosamente offre di nuovo il suo regno a Gustavo e a Rosimonda, cosa che Gustavo rifiuta non prima di avere esiliato Adolfo per la sua slealtà. Cosciente che le sue possibilità di successo sono esili Faramondo congeda i suoi e pensa di ritornare solo per vedere Rosimonda.

Atto II.

Gernando si avvicina al vecchio nemico Gustavo e gli propone una tregua suggerendo di unire le loro forze per annientare Faramondo. Gustavo gli offre Rosimonda in cambio della testa di Faramondo ma nuovamente ella lo respinge. Faramondo mette la sua vita in pericolo avvicinandosi al campo nemico al fine di vedere Rosimonda. Si nasconde mentre lei si avvicina e può così cogliere la sua agitazione alla sola evocazione del suo nome. Egli le si rivela e offre di morire ai suoi piedi. Nonostante lei si senta sempre più desiderosa di salvarlo non può tuttavia dimenticare il suo giuramento cioè che Faramondo deve morire, tuttavia impedisce a Teobaldo di ucciderlo nel campo e lo consegna alla guardia di Childerico per i suoi appartamenti. Clotilde si appresta a chiedere a Gustavo un gesto di clemenza.
Adolfo apprende che Faramondo è stato catturato e condannato a morte; prendendosi il rischio di dispiacere a suo padre avvicina Gustavo e gli chiede d’avere pietà, ma per tutta risposta Gustavo fa arrestare Adolfo che è condotto sotto buona guardia. Sopraggiunge Clotilde per intercedere davanti a Gustavo in favore del fratello e del suo amante; il re accetta di fare grazia ad Adolfo, ma non a Faramondo, se Clotilde accetta di sposarlo. Indignata per la sua tirannia dice a Gustavo che se il fratello deve morire muoia anche Adolfo per mano paterna.
Negli appartamenti di Rosimonda Gernando tenta senza successo di arrivare fino a Faramondo. Rosimonda domanda in seguito a Childerico di fare entrare Faramondo, ella gli rende la spada e lui le rammenta che non è stato fatto prigioniero regolarmente sul campo di battaglia ma che si è messo in pericolo per amore di lei. L’onore di Rosimonda le impone di aiutare Faramondo a fuggire e a salvare la sua vita. Così facendo gli lascia sperare che lei stessa risponde al suo amore.

Atto III.

Gustavo è furioso contro i suoi figli: Adolfo per essere intervenuto per salvare la vita di Faramondo, Rosimonda per averlo ormai liberato. Rinunciando a quel poco affetto verso Adolfo e Rosimonda, Gustavo li condanna l’uno e l’altra, entrambi decidono di affrontare la morte insieme.
A qualche distanza dal campo di Faramondo, il traditore Gernando, sorpreso da Faramondo, progetta di rapire Rosimonda e incoraggia Teobaldo a raggiungerla per fare prigioniero Gustavo. [Teobaldo consegna allora a Faramondo una lettera di Gustavo nella quale il re minaccia conseguenze nefaste a meno che volontariamente non si faccia imprigionare]. Faramondo accetta di ritornare al campo di Gustavo però con un proprio piano, manda a chiamare i suoi soldati che lo accompagnino, frenando la sua collera davanti alla tirannia di Gustavo che è il padre della sua beneamata Rosimonda.
Teobaldo ritorna per dire a Gustavo che Faramondo ha accettato di venire. Adolfo è stato messo in libertà e riferisce che le forze di Gernando si sono impadronite di Rosimonda; si offre di andare lui stesso a salvarla al posto di suo padre. Frattanto, mentre parte coi soldati di Gustavo, le forze sveve entrano da un’altra porta e fanno prigioniero Gustavo ormai senza protezione. Teobaldo disarma e si impossessa del proprio re; è sul punto di incatenarlo quando appare Faramondo, in armatura, la visiera abbassata, seguito da Adolfo e dalle forze di Gustavo. [I soldati svevi se ne fuggono lasciando isolato Teobaldo] egli è a sua volta fatto prigioniero e messo ai ferri dagli uomini di Faramondo che, sempre col viso coperto, rende a Gustavo la propria spada, il re abbraccia il suo salvatore sconosciuto ma poi si infuria nello scoprire che si tratta di Faramondo, suo nemico mortale. La propensione a morire di Faramondo e la sua generosità nel rischiare la propria vita per salvare il suo nemico finiscono per indurre Gustavo a rinunciare al suo vecchio odio; tuttavia egli non può rinunciare al suo giuramento; bisogna dunque che, sempre, Faramondo perisca. Nel frattempo Rosimonda, lei stessa liberata dagli artigli di Gernando da Faramondo, giunge a sua volta a riconoscere di amarlo e si offre di morire con lui. Gernando è condotto sotto buona scorta. Faramondo domanda a Gustavo di benedire l’unione di Adolfo e di Clotilde e chiede perdono a Gernando di averlo ferito per il suo amore verso Rosimonda. Gernando realizza troppo tardi quale generoso amico e alleato ha perduto in Faramondo il quale è portato via per l’esecuzione, ma Adolfo e Clotilde, restati soli, hanno la sensazione che la sorte potrebbe cambiare.
In una spianata del campo dei Cimbri Gustavo, invocando la dea della vendetta che gli dia la forza di portare a termine l’esecuzione, alza la sua spada per decapitare Faramondo. E’ in questo momento cruciale ch’egli riceve un corriere di Teobaldo il quale si trova sul suo letto di morte in Sarmazia: Sveno in definitiva non era figlio di Gustavo così che Faramondo è innocente per tutti i crimini verso la famiglia di Gustavo. [La missiva di Teobaldo rivela che lui stesso era il vero padre dello pseudo-Sveno. Teobaldo aveva scambiato il figlio infante di Gustavo col proprio. Lo pseudo-Sveno che Faramondo ha ucciso era dunque il figlio di Teobaldo e il figlio perduto di Gustavo si ritrova a essere Childerico].
Rosimonda che sopraggiunge e si aspetta di morire, si vede al contrario offerta a Faramondo il quale celebra il trionfo della nobile generosità sull’odio.

 

 

Il libretto

 

 

Non ingannarmi, no
Faramondo

(Xavier Sabata)

 

 

Così suole
Faramondo

(Xavier Sabata)

 

 

Nella terra, in ciel
Faramondo

(Xavier Sabata)

 

 

decorative line

 

 

A cura di  Rodrigo
Trama di Gianfranco Held

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 30-04-09