Deidamia

 

 

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Come di consueto, anche l'ultima opera composta da Handel, si ripartisce in 3 Atti (unica eccezione il TESEO che ne prevede 5).

L' Ouverture solenne che è l'incipit dell'opera, di articola sul binomio Grave Ouverture alla Francese, per poi sfoggiare un brioso allegro, ricorrendo oltre che all'orchestra d'archi e continuo, all'utilizzo di oboi I e II. 
Al brio dell'allegro, fa seguito un roboante squillo di trombe timpani, cosa che introduce il Maestoso, il Magnificente e il Sublime, che tanto caratterizza molta Musica del Caro Sassone, tanto da divenirne sinonimo. Si tratta di una Marcia che prevede come organico Tromba, Corno I, Tromba II e Corno II, Timpani, Violino I e Oboe I, Violino II e Oboe II, viola, basso continuo.

Dopo un breve recitativo, la prima aria è 

"Grecia tu offendi, Troja difendi",

con un ritmo indicato di Pomposo, che presenta un carattere eroico di Ulisse: si tratta di una voce sopranile. Presenta un ritmo incalzante e brioso, permettendo bei vocalizzi alla parte vocale.
La seconda aria in vece è affidata a Fenice: 

"Al tardar della vendetta",  

aria per basso a tempo allegro, dove è previsto un organico di Violini I, Violino II, Viola, Bassi.  

La terza aria, 

"Nelle Nubi intorno al Fato a' mortali"  

cambia ritmo, e si adagia su un Andante staccato, affidata ad un basso, Licomede, dove Violini I con Oboi I e II, Violini II, Viola, e bassi tracciano il corpo dell'aria.
A questo punto abbiamo la prima apparizione di Nerea. La musica affidata a Nerea, è affascinate, melodiosa e civettuola, tale da poterla definire adatta ad una soubrette (Lang); Nerea introduce la sua prima aria

"Di Lusinghe, di dolcezza non fatica" 

E qui bisogna fare una riflessione: innanzitutto relativamente alla registrazione di Siena, questa aria è posposta all'arioso di Deidamia "Due Bell'alme", che è un largo per soprano, con continuo di violoncello e cembalo. Inoltre questa aria di Nerea, è prevista nella partitura in 2 versioni alternative, una a ritmo andante dove le linee dell'aria sono affidate a Tutti, Viola, Bassi (e questa è la versione A); la versione B invece, cambia il ritmo in un Larghetto, e il tutti della versione A si scinde in Violini I e Violini II. Ora secondo il tempo dell'aria incisa, direi che è stata eseguita la versione A.

C'è l'arioso 

"Due bell'alme" 

che precede come ho detto "Di lusinghe", ma nella partitura è invertito l'ordine.
Comunque questo arioso "Due alme innamorate" si ripete ugualmente alla fine dell'aria "Di lusinghe".

Achille, travestito da Pirra, si presenta al pubblico con una prima aria 

"Seguir di selva in selva la Fuggitiva belva"  

in ritmo Andante, anche se si può esser d'accordo con gli assoli della voce con violini all'unisono con la voce, il ritmo dell'orchestra (tutti) assume connotazioni decisamente più allegre: qui l'organico si ripartisce in Violini I e II oboi I e II, violini III e viola, bassi. Come curiosità sulla registrazione, c'è da sottolineare che Anna Maria Panzanella, che interpreta il ruolo di Achille, scambia la giusta parola "Belva" in "Selva", sicché la prima frase dell'aria risulta senza senso: "Seguir di selva in selva la fuggitiva Selva".

L'aria di Deidamia, che segue quella dell'eroe Achille, 

"Quando Accenderan quel petto"  

ha un ritmo difficile da definire; nella partitura c'è indicato il termine Affettuoso, ed in effetti dai primi accenti, è così, ma ci sono degli interventi orchestrali incisivissimi, che contrastano e per quantità strumentale, che per ritmo furente: l'orchestrazione si ripartisce in Violini I e II, Viola, e bassi.

"Se pensi amor tu solo per vezzo"  

Aria sopranile, che se un ascoltatore non è giustamente munito di libretto, tranquillamente confonderebbe Achille con Deidamia, dal momento che sono sì 2 ruoli sopranili, ma uno deve essere maschile e l'altro femminile: apponendo due soprani femminili per interpretare i due personaggi, la confusione dell'ascoltatore è inevitabile. Comunque sia l'aria in questione è in serrato e ritmato allegro, dove gli strumenti si ripartiscono in Violini I e II, Violini III, viola e bassi.

Nerea, segue il ritmo sostenuto dell'aria precedente, in 

"Sì che Desio quel che tu Brami maggior legami" 

Anche qui c'è una doppia versione dell'aria: la versione A, in allegro, prevede una ripartizione Tutti Unisoni, viola e violini III, bassi. Nella versione B, sempre in allegro, Handel ripartisce l'orchestra in Oboi I e II violini I e II concertino, Violini II, Viola e violini III, bassi. Siccome è piuttosto lunga come aria in allegro, quasi cinque minuti, c'è da supporre che si tratti della seconda versione.

Ulisse si ripresenta al pubblico con l'aria

"Perdere il bene amato, che il fato e Amor ti diè" 

Con ritmo Andante Larghetto, violini I, Violini II, viola, bassi: la voce di Ulisse, sicuramente si differenzia da quella di Achille e Deidamia, ma non si discosta sostanzialmente da quella di Nerea: quindi ulteriore confusione grazie all'utilizzo improprio delle contramezzo. L'aria è molto bella musicalmente parlando, poiché sfoggia nella parte centrale un ritmo furioso, che ti investe e non puoi resistere essendo trascinato dal "Furore Disperato", dove le volatine e i vocalizzi imperlano la partitura.

Il Primo ATTO si conclude con un'aria della protagonista Deidamia

"Nasconde l'Usignol in alti rami il nido" 

in Allegro, dove la musica si lega all'immagine dello svolazzare dell'usignolo: La strumentazione si diferenzia fra violini e bassi.

Il Secondo Atto, si apre ancora con una breve Sinfonia, composta da un organico così ripartito: Violini I e II, Oboe I e II, Violino III e viola, Tutti. 
Ulisse decide una strategia più incisiva, realizzando una corte più serrata per mettere alle strette Deidamia: con un Andante Larghetto

"Un guardo solo, pupille amate"

Ulisse è accompagnato da un organico così diviso Violini unisoni, Violino III e viola, bassi. Anche Deidamia è in una situazione difficile, ma sopporta questo corteggiamento perché è dell'opinione che, innanzitutto non sia il caso di inimicarselo, e che poi, se Ulisse si occupa di lei, Achille sarà salvo. La scena è come se fosse una conversazione galante, e la musica segue questo indirizzo, in forma di minuetto, ricca di raffinate trovate melodiche. Ma Achille è nascosto lì vicino, fra i cespugli, e vedere una simile scena di flirt, gli fa venire un travaso di bile: furibonda è la sua reazione, come l'aria che canta:

"Lasciami, tu sei fedele? vattene" 

L'organico è diviso tra un violini e bassi, ed ha un ritmo furioso.
Nerea informa Deidamia che simili proposte amorose gliele ha fatte pure Fenice, proponendo di stare al gioco. Nerea esordisce il secondo atto con l'aria, permettendo qualche svolazzo, e debbo dire che la voce di Nerea è davvero molto bella

"D'Amor nei primi istanti, facili sono gli amanti a farsi lusingar"

con un ritmo Andante, e l'organico diviso in Violini I, Oboe I e II, Viola, Bassi.

Deidamia, teme di esser abbandonata da Achille, e trema al pensiero che questo possa accadere:

"Se il timore il Ver mi dice, infelice abbandonata, sorte ingrata io morirò"

si tratta di un Largo Assai, con un organico suddiviso fra Violini e bassi: come aria mi ricorda molto la grandiosa grande aria di Alcina "Ah mio cor! schernito sei". Molto bello il suono del cembalo e violoncello, che risultano bene in evidenza. 
Licomede annuncia una caccia al cervo, idea che gli fu istigata da Ulisse: le dame dovranno recitare la parte di Diana, dea della Caccia. Sicchè dopo un'aria sommessa di Licomede,

"Nel riposo e nel contento"

con prescrizione di Andante piano, dove l'organico si suddivide in Violino I, Violini II, Viola e Bassi,

parte, ed ecco che Handel rompe gli schemi rigidi dell'opera seria recitativo/aria, con un poderoso coro, caratterizzato da melodie semplici e silvane, ma smagliante sonorità, luminoso e solare, che contrasta moltissimo con l'aria precedente di Licomede, che può quasi catalogarsi come un'aria "da sonno" : il coro canta le sonorità della la caccia.

"Della guerra la caccia ha sembianza, sono scuola di Marte le selve"

L'organico suddiviso con corni I e II, Oboi I e II, Violini I, Violini II, viola, Bassi, alterna inserimenti di voci soliste dei protagonisti (Ulisse in primis che con il pretesto della caccia vuole smascherare Achille) e del coro in forma di Ensemble. Su questo coro Dent ha scritto che questo coro è "beefy" ossia carnoso, altri invece ritengono che nell'opera piuttosto che aspetti beefy, ci siano caratteristiche inglesi per nulla beefy, ma che ricordano aspetti alla Purcell.
Ulisse intende smascherare Achille, che sospetta sia Pirra, per vedere come Pirra maneggia la lancia: dopo averla vista in azione non avrà più dubbi.

Dei soli corni, in fanfara introducono il recitativo di Fenice, a cui segue l'atteggiamento di Nerea alle sue proposte:

"Non ti credo non mi fido"

in ritmo decisamente andante, con violini unisoni e bassi, organico che si assottiglia nella parte centrale dell'aria.

L'aria che segue di Fenice

"Presso ad occhi esperti, già nei misteri"

in deciso ritmo allegro, con violini e bassi, si preannuncia che Fenice se ne "va in traccia" di Achille, dopo aver parlato con Ulisse. Il piano di Ulisse adesso diventa molto ardito: ha intenzione di corteggiare Pirra, sperando di suscitare imbarazzo in Achille (alias Pirra), che secondo i suoi piani sarebbe finito per farà qualche ammissione.

"Pochi momenti a me, ninfa Vezzosa...
La caccia forse non t'aggrada?"

Così inizia il dialogo fra Ulisse e Pirra (alias Achille), dove Ulisse dichiara il suo esplicito interesse per la ninfa più attraente: Pirra!
Ma Pirra, in sostanza gli ride in faccia, affermando che "Deidamia t'ascolta!"
Quindi il piano fallisce di Ulisse, ma ora si complica il tutto perchè accade che Deidamia li sorprende, e quindi Ulisse si trova sotto un fuoco incrociato di Deidamia e Pirra: e allora Ulisse che fa? cerca di persuadere sia Deidamia che Pirra, che egli è fedele a solo una di loro la Circostanza accende, come posa, l'ira di Ulisse, nella sua furibonda aria

"No, no, no, quella beltà non amo, che l'amor mio sprezzò.
Sì, sì, bella, te sola amo, quel guardo..."

L'aria offre fornisce accenti differenti, per come Rolli l'ha scritta, ed Handel riesce a pieno a associare la Musica al testo, connotando la faccia tosta di Ulisse: Violini I e II, e bassi, in ritmo allegro furioso, pieno di vocalizzi (specie sulla "a" di amor) e di trilli.

Quando Ulisse esce di scena, Achille è oggetto di strali da parte di Deidamia: i rimproveri della protagonista, possono risultare un po' comici dal momento che i "barbaro" e i "perfido" sembrano un po' fuori luogo, e la connotazione della parte centrale dell'aria, dove Deidamia inizia a pensare che la soluzione sia la morte, accentua l'intento ironico della situazione:

"Va perfido, quel cor mi tradirà"

in ritmo allegro, violini unisoni, viola e bassi.

"Si m'appaga, si m'alletta quella vaga collinetta"

quest'aria di Achille, in ritmo andante Andante ma non allegro, con un organico ripartito fra Violini e bassi, afferma che (come Pirra) non le interessano gli amori, preferendo dedicarsi ad altro, e questo in controbattuta alle avances che Fenice le aveva mosso, seguendo le indicazioni di Ulisse... ma questa aria non ha affatto convinto Fenice, che conclude nel recitativo seguente

"No, che ninfa non è!".

L'atto Secondo si corona con un coro

"L'Alto Giove al travaglio penoso"

che segue i canoni di un Ensemble, dove l'organico, è suddiviso in Corni I e II, Oboe I e II, Violino I, Violino II, Viola, Bassi, esplicandosi in un allegro silvano, con una strumentazione ed un ritmo " da cacciagione".

Fine dell'opera DEIDAMIA

 

 

 

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A cura di Arsace

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 02-01-05