Deidamia

 

HWV 42

 

 

Libretto Deidamia

 

 

Melodramma in tre atti

Musica di George Frideric Handel, completata il 20 Novembre 1740

Libretto di Paolo Antonio Rolli

Prima rappresentazione: 10 Gennaio 1741, Theatre Royal, Lincoln's Inn Fields, Londra

Cast della prima:

Deidamia: Elisabeth Duparc, soprano 
Nerea: Maria Monza, soprano 
Achille: Miss Edwards, soprano 
Ulisse:
Giovanni Battista Andreoni, castrato soprano 
Fenice:
William Savage, basso 
Lycomede: Henry Theodore Reinhold, basso 

Coro a 4.

Orchestra: 2 trombe, timpani, 2 corni, 2 oboi, fagotto, liuto, archi e basso continuo.

Note:
3 rappresentazioni nella stagione.

 

 

Ulisse fa portare dei doni alle ancelle nascondendovi delle armi (Poussin)

 

 

DEIDAMIA rappresenta il tentativo di Handel di presentare, all'ormai disaffezionato pubblico inglese, un'opera seria italiana con una musica importante, ma di un tono più leggero, grazie ad un riuscito libretto, non ostico, come in altre opere del tempo, ma anzi raffinato e spiritoso. Ma il pubblico inglese ormai da tempo si era disamorato dell'opera italiana e Handel dovette, suo malgrado, desistere da altri tentativi: Deidamia sarà la sua ultima opera.

Tra gli elementi che segnano la fine di un'epoca, come sottolinea Burney, c'è anche il fatto che nella strumentazione di Deidamia per l'ultima volta Handel fa comparire l'ormai desueto liuto. 

 

 

Personaggi

 

DEIDAMIA, figlia di Licomede re di Sciro, isola dell'Egeo
NEREA, principessa del sangue
ACHILLE, in abito donnesco e col nome di PIRRA 
ULISSE, che si finge ANTILOCO
FENICE 
LICOMEDE,
re di Sciro  
Ambasciadori di tutta Grecia a Licomede

 

Trama

 

Vediamo di cosa tratta il libretto di Deidamia, il cui soggetto è tratto dall'Iliade di Omero e si svolge durante la guerra di Troia:

Antefatto:

L'eroe greco Achille si nasconde nell'isola di Sciro, travestendosi in abiti femminili e assumendo il nome di Pirra, un'ancella di Deidamia, figlia del re Licomede: sua madre ha escogitato questo piano per evitarne la morte che, secondo la profezia, lo attende sotto le mura di Troia. Una volta lontano dal campo di battaglia Achille si innamora di Deidamia, venendone ricambiato. Una delegazione di re greci alleati fra loro, Fenice, Nestore e Odisseo (nell'opera chiamato Ulisse, a sua volta travestito da Antiloco) in marcia verso Troia, rendono visita a Licomede, poiché sospettano che nasconda Achille sull'isola: un Oracolo ha predetto che la guerra non sarebbe stata vinta dai greci se Achille non avesse combattuto con loro sotto le mura di Troia e quindi lo vogliono trovare. 

Atto I. I re greci arrivano a Sciro, guidati da Ulisse. Questi chiede la consegna di Achille e non si lascia ingannare da Licomede, che mente sulla sua presenza per sottrarre l'ospite al suo tragico destino. Deidamia mette al corrente la sua confidente Nerea dell'identità segreta di Pirra, che promette il suo aiuto. Mentre Deidamia è impegnata in lavori femminili con una delle sue ancelle, Nerea si inquieta per l'assenza di Achille, che pare più interessato ai piaceri della caccia che non all'amore. Deidamia rimprovera ad Achille la sua incostanza, ma riceve da lui in risposta una professione di libertà nel godimento dei piaceri perché dice: "l'amore è soltanto uno dei piaceri" e Deidamia non potrà avrà il monopolio sul suo cuore. Al crescere di timori di Deidamia, giunge da Nerea la notizia della missione di esplorazione degli "scaltri" greci e in seguito all'incontro tra Deidamia e Ulisse, si convince della necessità di ricorrere al segreto per salvare Achille.

Atto II. L'astuto Ulisse, al fine di ottenere informazioni su dove sia Achille, si esibisce in un finto corteggiamento di Deidamia, che la mette in imbarazzo e scatena la gelosia di Achille, che assiste alla scena da dietro una siepe, e contemporaneamente, per lo stesso scopo, suggerisce a Fenice di corteggiare Nerea. Licomede, su invito di Ulisse, organizza una battuta di caccia, che fa temere a Deidamia che Achille possa essere scoperto, perché sarà difficile che Achille, pur travestito da Pirra, ma con una smodata passione per la caccia, non finisca in qualche modo per tradirsi. Deidamia ricorre all'aiuto di Nerea per vigilare su Achille. Durante la battuta di caccia, mentre Fenice distrae Nera corteggiandola, Ulisse riconosce qualcosa di Achille in Pirra e finge di volerla sedurre. Achille coraggiosamente sta al gioco, divertendosi di questo corteggiamento. Deidamia coglie la pericolosità della situazione, lamenta l'imprudenze del suo amato, e quando finisce il corteggiamento di Ulisse, lo rimprovera.  Al termine della battuta di caccia una cosa è certa: gli emissari greci hanno ormai individuato Achille nella finta ancella Pirra. 

Atto III. Avviene una schermaglia amorosa tra Nerea e Fenice. Ulisse fa portare dei doni alle ancelle nascondendovi delle armi: una faretra, delle frecce, un scudo e un elmo e fa eseguire una fanfara bellica. A quel punto Achille reagisce in modo guerriero rivelandosi per quello che è. Achille chiede a Deidamia di sposarlo prima del ritorno a Troia, facendo una speranzosa ode al "presente" in sfida al tragico destino che gli è stato predetto dall'oracolo, ma questa con stizza risponde che avrebbe quasi preferito sposare Ulisse, che invece benedice l'unione tra i due. Alla fine le nozze saranno doppie, perché prima di tornare in guerra, oltre a loro due si sposeranno anche Nerea e Fenice. 


 

 

 

Il Libretto

Guida all'ascolto

Analsi aria Grecia tu Offendi

Recensione Deidamia in Cd

Discografia

 

 

 

Nasconde l'usignol
(Simone Kermes)

 

 

decorative line

 

 

A cura di  Arsace e Rodrigo

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 08-06-08