Amadigi

 

HWV 11

 

 

Opera seria in tre atti

Musica di George Frideric Handel, composta nella primavera 1715

Libretto attribuito a Nicola Francesco Haym (o Giacomo Rossi), da Amadis de Grèce di Antoine Houdar de La Motte

Prima rappresentazione: 25 Maggio 1715, King's Theatre, Haymarket, Londra

Cast della prima:

Amadigi: Nicolò Grimaldi, castrato mezzo-soprano
Oriana: Anastasia Robinson, soprano 
Melissa: Elisabetta Pilotti-Schiavonetti, soprano 
Dardano: Diana Vico, contralto 
Orgando: Caterina Galerati, soprano

Coro a 4.

Orchestra:  
tromba, 2 flauti dolci, 2 oboi, fagotto, archi e basso continuo.

Note:  
7 rappresentazioni nella stagione.

Amadigi fu ripreso nelle stagioni 1716 e 1717 per 11 spettacoli. Fu eseguito il 26 gennaio 1719 ad Amburgo col titolo di Oriana, rimanendo stabilmente in cartellone nelle stagioni 1719-20. 


                    

 

Dal privato e mai più ripreso Silla Handel trasse parecchio materiale per il successivo Amadigi, basato sul libretto della Tragédie en musique Amadis de Grèce di Antoine Houdar de La Motte, musicata da André Cardinal Destouches. Non è chiaro di chi sia il libretto: forse Nicola Haym, forse in collaborazione con Giacomo Rossi, ma fu l'impresario del teatro Johann Jacob Heidegger che se ne assunse la paternità, dedicandolo al conte di Burlington; nella dedica si legge la frase: « questa Opera chiede immediatamente la Sua protezione, as it is composed in Your own Family ». dal che si evince che Handel l'ha composta nella dimora del conte.
Amadigi prevedeva un apparato scenico esorbitante che sbalordì il pubblico: «Tutti i costumi e le scene sono completamente nuovi », con macchine grandiose per gli effetti speciali: tutta la città parlava della fontana in funzione, gorgogliante, illuminata da diversi colori, e il Daily Courant, che annunciava la messa in scena, si raccomandava al pubblico di non occupare  il palcoscenico « where they could not be without Danger ». Ma fu soprattutto grazie al ritorno del castrato Nicolini e alla seconda apparizione della famosa Anastasia Robinson, fu grazie al buon libretto e alla musica particolarmente ispirata di Handel, che l'opera riscosse un successo clamoroso, tanto che i dirigenti del King's Theatre dovettero proibire le repliche delle arie, che invece il pubblico chiedeva di riascoltare più volte.

Ciononostante la programmazione venne bruscamente interrotta a causa di un susseguirsi di sfortunate circostanze (malattie di cantanti, compleanni reali, estate con temperatura torrida, timori di rivolte da parte di papisti, e da un pretendente cattolico alla corona, che sconsigliarono al re e alla sua corte di frequentare luoghi pubblici). Ma l'opera non fu dimenticata, ed Handel la riprese con successo, assieme al Rinaldo, nelle due stagioni seguenti. Da rilevare che il
12 Luglio 1716, durante una ripresa di Amadigi, l'idolo da giovane di Handel, Attilio Ariosti, arrivato di recente a Londra, si esibì suonando la viola d'amore, il suo strumento prediletto, negli intervalli tra gli atti.
Il soggetto «magico» di Amadigi è simile per trama e personaggi al fortunato Rinaldo, e ripropone un tema ricorrente in quasi tutte le opere magiche di Handel: un eroe principale diviso fra l'amore di due donne: una virtuosa, l'altra maga incantatrice, che nonostante le sue arti magiche non riesce a conquistare l'amore dell'uomo amato ed è destinata a soccombere, nel rispetto delle convenienzi teatrali che esigono un finale a lieto fine. Handel coglie la centralità della figura di Melissa, la maga intorno alla quale ruota l’intera vicenda, riservandole un rilievo musicale speciale, così che Melissa è una delle figure musicalmente più ricche delle opere magiche di Handel.

I personaggi sono sostanzialmente solo quattro: Arnadigi e Dardano, innamorati rispettivamente di Oriana e Melissa, che a sua volta ama Amadigi. Handel sviluppa in alcuni recitativi secchi una varietà di armonizzazioni sorprendente. Due esempi tra gli altri, entrambi nel secondo atto: Amadigi sconvolto dalla visione di Oriana che cede ad un altro uomo e poco dopo il risveglio di Amadigi dall’incubo. Le arie di Oriana sono caratterizzate da una scrittura melodica semplice e piana, mentre le tre arie affidate a Dardano mettono in luce una figura vigorosa e forte che richiede una vocalità aggressiva e ricca di passaggi virtuosistici. Ma la figura più complessa è quella di Melissa. La maga sconfitta canta la sua fine in un arioso di grande respiro melodico caratterizzato da un ritmo di sarabanda elementare e regolare. Prima di togliersi la vita, accecata dal dolore per la partenza di Amadigi, canta due arie che le attribuiscono una profondità e varietà di «affetti» non comuni: una Largo di accenti marcatamente patetici e una tipica aria di scongiuro «Desterò dell’empia Dite», piena di forza drammatica. Dopo la sua morte Handel non può far altro che concludere l’opera adottando una tonalità minore.

 

La Trama

Atto I

 

Di notte, nei giardini della maga Melissa.
L'eroe Amadigi e Dardàno, principe di Tracia, tentano di sfuggire, coll'ausilio dell'oscurità, alla perfida Melissa. Questa è, infatti, innamorata di Amadigi e si avvale dei suoi magici poteri per trattenerlo presso di sé. Amadigi mostra a Dardano il ritratto dell'amata Oriana, figlia del re delle Isole Fortunate. Dardano scopre allora che ambedue amano la stessa donna, ma decide di non svelare i propri sentimenti al rivale e di tentare di volgere l'avversa sorte dal proprio lato.
Melissa, raggiunti i fuggitivi, tenta nuovamente di vincere il cuore di Amadigi ma quest'ultimo la respinge con decisione. Melissa costringe allora i due eroi ad affrontare numerose prove, prima di poter raggiungere la torre del proprio palazzo nella quale ha imprigionato Oriana. I due paladini combattono coraggiosamente i malefici, ma quando giungono all'ultima prova - un muro di fuoco che uno solo di essi può attraversare - Dardano rivela la verità ad Amadigi. Quest'ultimo riesce ad attraversare le fiamme mentre Dardano deve invocare l'aiuto della maga per aver salva la vita.
Oriana ed Amadigi, riuniti, si scambiano voti di amore e fedeltà. Melissa, furibonda, separa gli amanti facendo apparire Demoni e Furie che rapiscono la fanciulla; Amadigi, in preda allo sconforto, manifesta propositi suicidi.



Atto II

 

Giardini con un palazzo in lontananza.
Amadigi, ansioso, chiede all'incantata «Fontana del Vero Amore» se Oriana gli è fedele. Ma Melissa ha stregato la fonte e Amadigi vede nell'acqua il riflesso di Oriana che accarezza Dardano. Sviene. Quando rinviene, Oriana, recata dalle Furie, gli è d'appresso. Ella lo chiama con parole amorose ma Amadigi, confidando nella visione, la insulta chiamandola infedele. Oriana tenta invano di professare la propria innocenza, quindi parte infuriata giurando di vendicarsi.
Amadigi cerca nuovamente la morte; lo arresta Melissa, offrendogli il proprio amore, ch'egli nuovamente disdegna. Melissa tenta allora di spaventarlo facendo apparire mostri e Furie ma invano: egli non cede.
Nel palazzo di Melissa.
Dardano si dispera di non riuscire a suscitare amore in Oriana: malgrado l'atteggiamento di Amadigi, essa infatti lo ama ancora. Melissa propone a Dardano di conferirgli l'aspetto di Amadigi rendendo nel contempo lui ed Oriana invisibili all'eroe. Dardano accetta; Oriana entra e chiede a colui che crede essere il proprio amato, di recedere dal proprio furore. Dardano naturalmente accetta e i due si scambiano parole d'amore. In quell'istante Amadigi attraversa la scena senza vederli; Dardano, pensando che questa invisibilità gli procuri un sicuro vantaggio sul rivale, lo insegue e lo attacca; Amadigi lo colpisce a morte. Melissa interviene ed annuncia all'incredula Oriana la morte di Dardano; confessandole il proprio sentimento, Melissa rivela ad Oriana l'incantesimo che ha mutato Dardano in Amadigi. Oriana le risponde che nessuna magia né stregoneria potrà allontanarla dall'uomo che ama. Melissa, rimasta sola, medita vendetta.



Atto III

 

Alcuni Dèmoni recano Oriana in catene. Questa si rassegna a soffrire le pene più terribili - perfino la morte - per amore di Amadigi. L'amato entra, anch'egli in catene. Ambedue implorano la pietà di Melissa. Quest'ultima, decisa, invoca lo spettro di Dardano per fungere da boia. Appare lo spettro che è latore di un messaggio degli dèi: Amadigi e Melissa devono essere liberati senza indugio. Melissa tenta di opporvisi: afferra un pugnale e lo volge contro Oriana; ma gli dèi ne arrestano il braccio e la maga si uccide.
Appare allora Orgando, zio di Oriana. Egli rivela il volere degli dèi: Amadigi ed Oriana vengono premiati per la loro costanza e vivranno riuniti e felici per l'eternità.

 

 

Il Libretto di Amadigi

 

 

Destero dall'empia Dite
Melissa

(canta Angelo Manzotti)

 

Mi deride l'amante - Destero dall'empia Dite
Melissa
(Kiri Te Kanawa)

 

 

 

Sento la gioia
Amadigi

(Maria Riccarda Wesseling)

 

 

 

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A cura di  Rodrigo

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 06-03-09