Composizioni Handeliane

 

 

 

Silete Venti

 

 

 

Il mottetto SILETE VENTI, ha una catalogazione cronologica nella produzione di Handel che è un po' anomala, rispetto tutti i testi da lui musicati in latino, scritti in Italia attorno al 1707.
Il Mottetto SILETE VENTI, invece arreca come data 1720 circa, manca una data certa ed esatta comunque.
Mancano sia il nome della cantante che ebbe l'onore di cantarlo, sia la circostanza per cui fu scritta: certamente pare sia stata scritta antecedentemente al 1732, anno nel quale Handel iniziò ad usare parte di questa musica in ESTHER (oratorio).
Si pensa che la data potrebbe essere anche agganciata al 1729, l'occasione infatti potrebbe esser stata a visita di Handel a Venezia, momento in cui il mottetto solista era in voga.
Altre analisi sulla carta e sull'autografo fanno pensare di più a una data compresa fra il 1722 e il 1725: si pensa che potrebbe anche darsi che ad Handel sia stata commissionata a Londra da qualcuno che aveva intenzione di farla sentire all'estero.
Le parole anonime consentono una utile ispirazione ad Handel, che secondo la critica fanno di SILETE VENTI una delle più belle composizioni vocali soliste di Handel: il tema della gioia nell'amore di Gesù scaturirono in Handel una reazione di ispirazione musicale immediata.
All'inizio Handel ebbe l'idea di adottare un piano drammatico che aveva usato per la cantata ARRESTA IL PASSO.
La sinfonia introduttiva sembra presentarsi in una forma di Ouverture alla francese convenzionale, ma la seconda sezione, più rapida ed incalzante, tanto da divenire sempre più agitata, acquisendo un tal slancio che non può più arrestarsi fino ad una cadenza finale: questo turbinio di archi che si inseguono vorticosamente, rappresentando un esempio di musica descrittiva: infatti simulano la turbolenza dei Venti, bloccati dall'intervento della soprano "Silete Venti", che bruscamente pongono fine alla corsa, facendo posto ad una musica più ariosa e tranquilla. La prima aria, dominata da una implorante figura di terze, segue sullo stesso tono. Poi un breve recitativo conduce alla seconda aria, radiosa, di cui la sezione principale si adagia su una delle melodie sottilmente fraseggiate da Handel, ornamentate da fluidi contrappunti (Handel sposa qui il tema principale della sua aria tedesca "MEINE STEELE HORT IM SEHEN" ad una figura improntata al solo "Let The Righteous be glad" dal Chandos Anthem LET GOD ARISE).
Nella sezione centrale, l'accompagnamento irruente è anche arricchito dall'utilizzo di un fagotto e di violoncello indipendenti dal basso continuo.
Il coronamento finale del mottetto SILETE VENTI è dato da un Alleluja gigato, che rievoca un finale strumentale di una suite Handeliana.

 

 

Libretto

 

 

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Il mottetto SILETE VENTI si può trovare, assieme alla cantata HWV 89, Cecilia Volgi un sguardo, nel cd:

Georg Frideric Handel
ITALIAN CANTATAS

Jennifer Smith, soprano
John Elwes, tenore
Antony Pleeth, violoncello
The English Concert
Trevor Pinnok

Archiv Produktion - 419736-2 AH
DDD - durata: 55,08

La registrazione è del giugno 1981.

 

 

 

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A cura di  Arsace

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 09-12-07