Domenico Zipoli

 

( Prato, 17 ottobre 1688 - Jesùs Marìa, Còrdoba, Argentina, 2 gennaio 1726 )

 

 

Dedica di Sonate d'intavolaztura, di Zipoli, 1716

 

 

Allievo a Firenze di G. M. Casini, ebbe modo di proseguire i sui studi a Napoli sotto la guida di Alessandro Scarlatti, grazie all’intercessione del Granduca Cosimo III. Poiché sorgevano dei problemi di comprensione col maestro napoletano, Zipoli proseguì gli studi, trasferendosi a Bologna nel 1709, sotto l’insegnamento di L. Vannucci.
Poco dopo, sempre grazie all’interessamento del Granduca Cosimo III, potè studiare con Bernardo Pasquini a Roma. In questa città si eseguirono 2 suoi oratori e nel 1715 ricoprì l’incarico di organista nella chiesa dei Gesuiti.
Nel 1716 si recò a Siviglia, come novizio della Compagnia di Gesù; imbarcatosi a Cadice con destinazione Paraguay, si stabilì a Còrdoba, allora appartenente a quella provincia, dove intraprese studi filosofici e teologici, oltre che maestro di cappella presso i Gesuiti ed organista del Colegio Màximo.
L’oblio ha circondato la figura di Zipoli: pochi risultati hanno dato le ricerche sulla sua produzione in America Latina, e si sono diffuse una rete di equivoci sulle sue opere, tanto da farlo a volte confondere con il compositore francese Michel Corrette, altre volte addirittura a far dubitare della sua reale esistenza e dell'autenticità della sua opera, attribuita ad altri, e vari, autori (Francesco Durante, Alessandro Scarlatti).
In realtà, l'unità stilistica che si riscontra delle opere giunte fino a noi col nome di Zipoli fa intravedere una forte e coerente personalità.
Zipoli segna il momento di passaggio fra il primo Barocco, erede della tradizione contrappuntistica rinascimentale per un verso, mirante alla conquista di una trionfante libertà di fantasia produttrice di nuove forme, e la civiltà Barocca matura che, sulla base di un definitivo svincolamento dagli antichi modi e di un profondo possesso del sistema tonale, tende ad una fissazione e classificazione delle forme.
Le fonti più immediate per Zipoli sono Frescobaldi, Casini e Pasquini; anzi, egli ingloba frequentemente i moduli frescobaldiani, trasformandoli attraverso un alleggerimento con il sovrapporre una sensibilità armonico-verticale di semplificatrice ad una forma contrappuntistica.
I VERSI sono lampanti esempi di questo suo modus operandi (nelle Sonate d'intavolatura troviamo 5 gruppi di 4 Versi più 1 Canzona): il Verso frescobaldiano, commento alla melodia gregoriana, costruito contrappuntisticamente a valori lunghi, in Zipoli è radicalmente diverso: il primo Verso di ciascun gruppo ha carattere di toccata, con brillanti passaggi di scale, o con grandi blocchi accordali, mentre il contrappunto si evidenzia nei Versi seguenti, legati al primo da unità tonale e talora tematica.
Lo stesso spirito severo-chiesastico di queste composizioni destinate all'esecuzione durante le funzioni liturgiche non è sempre mantenuto: infatti si presentano echi della coeva musica da camera: si veda, ad esempio, lo sfavillante brano ALL’OFFERTORIO (facente parte, nel volume di sonate, di un gruppo di 5 pezzi sciolti: ALL'ELEVAZIONE, AL POSTCOMMUNIO, ALL'ELEVAZIONE, ALL'OFFERTORIO, PASTORALE), in cui il frenetico tema a note ribattute assume addirittura sfumature galanti.
Capolavoro di Zipoli è LA PASTORALE, ricca di cromatismi in cui il compositore scrive esplicitamente le indicazioni di registrazione (“co' flauti”, “piva”).
Se per tutte le composizioni sopra citate l'organo sembri lo strumento più idoneo, un linguaggio più appropriatamente cembalistico si riscontra invece nelle Suites e nelle Partite (incluse nelle SONATE D'INTAVOLATURA), sebbene in tutta la produzione zipoliana per tastiera ricorrano spesso indifferentemente locuzioni comuni a entrambi gli strumenti.
Si possono riscontrare nelle Suites e partite aspetti più modernizzanti: composte di una successione di danze bipartite, precedute da preludio, le Suites rivelano talora suggestioni violinistiche (come nelle gighe). Invece le partite, serie di variazioni su un tema, non si discostano dalla forma tradizionale per questa tipologia di composizioni: si tratta di variazioni melodiche che procedono nel senso di una progressiva diminuzione ritmica, evidenziando nel loro interno ora diversivi contrappuntistici, ora caratteri di perpetuum mobile.

 

 

Composizioni

 


Oratori

SANT'ANTONIO DI PADOVA (libretto C. Uslenghi; Roma, 1712);
SANTA CATERINA VERGINE E MARTIRE (G. B. Grappelli; ivi, 1714);
inoltre, collaborò all'oratorio-centone SARA IN EGITTO (24 autori; D. Canavese, Firenze, 1708).

MESSA a 3 voci con 2 violini e organo;
1 cantata per soprano e continuo;
1 cantata per baritono e continuo;

Solo per violino e continuo;
SONATE D'INTAVOLATURA PER ORGANO E CIMBALO OP. 1 (Roma, 1716; 2 parte pubblicata come op. 1);
e altro.

 

 

Le Sonate d'Intavolatura per Organo

 

Zipoli nel Web

 

Discografia

 

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Sonate per cimbalo
Sergio Vartolo, clavicembalo
Tactus
(1 CD, 1991)


 
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Vêpres de San Ignacio
Coro de Ninos Cantores de Còrdoba
Ensemble Elyma, dir. Gabriel Garrido
K617
(1 CD, 1992)



 

 

A cura di  Arsace & Rodrigo

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 14-06-08