Agostino Steffani   

 

 

( Castelfranco Veneto, Treviso, 25 luglio 1654 - Francoforte 12 febbraio 1728 )

 

 

 

Agostino Steffani

 

 

 

Personalità di spicco a cavallo fra il XVII° e XVIII° secolo, non soltanto lo si deve annoverare fra i compositori più quotati, ma si distinse anche come cantante e diplomatico.
A lui si riferiscono tutti i documenti che riportano la seguente dicitura: Stefani, Steffano, Staffani; e dopo la consacrazione, anche con il nome di Gregorio Piva, che era il suo copista.
Proveniente da una famiglia povera, all'età di nove anni, iniziò come cantore a San Marco nella città lagunare già prima del 1667, anno in cui si trasferì a Monaco dal principe elettore Ferdinando Maria che lo fece studiare con J. K. Kerll, fra il 1669 e il 1671.
Nel 1672 seguitò nel perfezionamento degli studi a Roma con E. Bernabei. Quando quest'ultimo divenne nominato maestro di cappella a Monaco nel 1674, Steffani lo seguì continuando lo studio con lui.
Steffani nel 1675 conseguì la carica di organista di corte e, nell’arco di tempo fra il 1678 e il 1679, ebbe modo di frequentare le Corti di Parigi e Torino. Tornato a Monaco nel 1680, venne fatto abate di Lepsing, in Baviera nel 1682 e da questo momento le sue composizioni portano la firma di “Gregorio Piva”, il suo copista. Nel frattempo portò a termine nel 1681 la sua prima opera teatrale commissionata dall'elettore Massimiliano Emanuele, che lo designò direttore della musica da camera, e successivamente maestro di cappella ed infine diplomatico di corte.
Nel 1688 lasciò Monaco per recarsi alla corte di Hannover, ove nel 1689 venne inaugurato il nuovo teatro con un'opera da lui espressamente composta. L'elettore Ernesto Augusto, mecenate ed amante delle arti, gli affidò ampi poteri in campo musicale e Steffani non deluse le aspettative dell’elettore riuscendo a portare al massimo splendore la vita musicale della città, dedicandosi soprattutto alla composizione di opere in uno stile che rivela l'influenza di Legrenzi e di altri compositori veneziani.
La mansione invece di diplomatico venne svolta da Steffani in diverse occasioni:
dal 1696 fu inviato straordinario di Ernesto Augusto presso le varie corti in Germania;
fu ambasciatore alla corte di Bruxelles nel 1698;
consigliere dell'elettore palatino Giovanni Guglielmo a Dusseldorf nel 1703 Grand Aumonier, entrando fra le altre cose al servizio di Giovanni Guglielmo del Palatinato;
rettore dell'Università di Heidelberg; intermediario a Roma nella lite tra l'imperatore e il papa nel 1708.
Il Papa Clemente XI lo nominò, nel 1706, Vescovo di Spiga, consacrandolo a Bamberg nel 1707.
Risiedette nuovamente a Hannover dal 1709 al 1721.
Nel 1708 lo si trova ospite nella casa del cardinale Ottoboni a Roma, dove conobbe Handel, che sarà influenzato dei suoi rinomati duetti da camera, e col quale ritornò ad Hannover: nel 1710 lasciò la carica di Kapellmeister ad Handel.
Nel 1722/1725 viaggiò fra la Germania e l’Italia, toccando città come Roma e Padova, rientrando poi ad Hannover nel 1725.
I suoi lavori vennero apprezzati anche in Inghilterra e nel 1727 l'
Academy of Vocal Music, futura Academy of Ancient Music, di Londra lo nominò presidente onorario.
In questi frangenti tuttavia le sue condizioni finanziarie si erano fatte precarie così da dover chiedere un aiuto economico al principe elettore di Magonza.
Nel 1728 intraprese un viaggio attraverso l’Italia, per poi giungere a Francoforte dove, colpito da un attacco di cuore, esalò l’ultimo respiro.
L'attività operistica di Steffani ha avuto tre centri: Monaco, Hannover ed Dusseldorf, anche se in modo più limitato; ma da Hannover, ove fu l'arbitro della vita musicale, le sue opere erano riprese in altre città, Braunschweig, Stoccarda, Augusta e soprattutto Amburgo, dove furono rappresentate quasi tutte in traduzione tedesca.
Come ha ribadito Einstein, la globalità operistica di Steffani ha influenzato più d'ogni altra nello sviluppo dell'opera tedesca; ad Amburgo fu preso a modello, e maestri come Kusser e Keiser furono emuli del maestro italiano.
Canale dell’espressione di Steffani è quello proprio dell'opera veneziana (fra cui spicca Legrenzi come fonte più vicina), aggiornata però dalle esperienze europee che poté fare e arricchita soprattutto dalla sua fantasia musicale, tipica della sua grande personalità creatrice; la maggiore, come sostiene il musicologo Croll, di tutti gli italiani fra Carissimi e A. Scarlatti; tuttavia non è Steffani colui che introdusse nell'opera il duetto elaborato contrappuntisticamente, come riteneva Chrysander sotto l'entusiasmo per i duetti da camera. Infatti elementi simili esistono in opere di compositori precedenti come Legrenzi per esempio.
Sicuro nella forma già nel suo primo lavoro, MARCO AURELIO, Steffani presenta musicalmente i caratteri fastosi e solenni della tradizione Barocca più matura. La conoscenza dell'Ouverture alla francese e della suite si evidenziano già dalla sinfonia d'apertura in 3 movimenti tripartita Largo, Allegro fugato, Minuetto; Steffani ricorre ad incisivi ritornelli strumentali da eseguirsi “avanti l'aria” e spesso riproposti dopo; il tessuto delle arie non si accontenta delle sole 2 linee di canto e basso continuo, ma presenta un interesse strumentale autonomo, come mostra per esempio l'aria “Tu mi schernisci” (presente nell'antologia edita da Riemann) con 2 violini soli che si intrecciano; altro aspetto di espressività dolorosa, che sarà peculiare in Steffani, è l'aria di Lucio Vero “Sin a quando ho da penar”, su un basso ostinato, incasellato di incisivi cromatismi.
L’aspetto concertistico dell'aria, con una elaborazione strumentale autonoma e ancorata con intrecci alla voce, si può ben notare in alcune arie del SERVIO TULLIO, “drama per musica” di grandiose dimensioni, che fu rappresentato con scene e macchine di Gasparo Mauro e airs dei balletti di Melchior Dardespin, composto nel 1686 in occasione delle nozze di Massimiliano Emanuele con Maria Antonia, arciduchessa d'Austria.
In una delle opere successive composte per Monaco, ALARICO IL BALTHA, è presente l’iniziativa di unire l'azione oltre la suddivisione a pezzi chiusi o numeri; non si danno, nella schiera dei personaggi, caratteri rilevati, i singoli essendo piuttosto funzioni di situazioni stereotipe.
Lo spettro della scala delle espressioni o affetti affrontati ed espressi in musica è molto vario nella lunga successione di arie; ma è l’aspetto aulico dove eccelle Steffani, che ricorre ad una espressività di largo respiro, ad una ampia raffigurazione del dolore dipinto con un cromatismo che si adatta alla intensità espressiva, che lo avvicinano allo stile più bachiano che delle convenzioni del Teatro Barocco: fioriscono grandi arie concertanti in forma di ciaccona perfezionando quella identificazione tra il genere del “lamento” e il pezzo su basso ostinato, che già Monteverdi aveva prefigurato nel Lamento della Ninfa.
Quando Steffani giunge a Hannover, Ernesto Augusto giunto al potere nel 1679, aveva trasformato di già questo ducato in uno dei principali centri intellettuali della Germania, nodo di rapporti internazionali, facenti capo a Leibniz. Poeta di corte era Ortensio Mauro, che fornirà i libretti a Steffani (l'ALESSANDRO sarà ancora usato da Haendel nell'elaborazione di P. A. Rolli).
L'opera a Hannover fu però poca cosa sinché Ernesto Augusto non ebbe la percezione che fastosi spettacoli operistici sarebbero stati ottimo strumento per ottenere al Braunschweig-Hannover la dignità elettorale del Sacro Romano Impero. Si costruì perciò un nuovo teatro, inaugurato il 30 Gennaio 1689 con l'opera HENRICO LEONE di Steffani: questa rappresentazione spalancò le porte ad un periodo d'oro per l'opera di Hannover, durato 7 anni.
Non si è certi della paternità di Steffani per alcune opere rappresentate ad Hannover, questo anche in relazione al fatto che dal 1689 i libretti delle sue opere non menzionano più Steffani come compositore. Delle 9 opere comunemente attribuite nessuna incertezza sussiste circa le 6 di cui si è conservata la partitura autografa (a Londra); le perplessità riguardano LA LOTTA D’HERCOLE CON ACHELOO, che è probabilmente opera di Steffani, solo per esser menzionata come tale da Mattheson quando fu data in tedesco ad Amburgo col titolo di ALCIDES nel 1696; BACCHANALI, inscenati nel vecchio teatrino, sono un breve pezzo d'occasione per nozze o nascita: non ci sono, secondo Keppler, elementi che provino che Steffani sia l'autore della musica nella versione originale; e BRISEIDE che si ritiene molto probabile la paternità di Pietro Torri.
Alcune opere per Hannover (fra cui LA LOTTA D'HERCOLE CON ACHELOO e LA SUPERBIA D’ALESSANDRO) presentano un alleggerimento della scrittura, armonie chiare, una condotta melodica snella e piacevole, ritmi regolarmente scanditi.
Più complessa è l'HENRICO LEONE sia musicalmente (soprattutto l'Ouverture) sia scenicamente, con uso di macchine; un ritorno a forme grandiose è invece presente ne LE RIVALI CONCORDI OVVERO ATALANTA del 1692, dove si è ricorsi all’utilizzo di macchine che arrivano a simulare un terremoto, nella quale opera Steffani ritrova un linguaggio aulico, di espressività regale.
Nel 1698 dopo la morte di Ernesto Augusto, Steffani si allontanò dalla corte di Hannover e, cercando un nuovo centro cattolico in cui soffermarsi, nel 1703 entrò al servizio di Giovanni Guglielmo del Palatinato, che, sposato ad una Medici, si rivelò sensibile amante delle arti e delle feste.
Fin dalla prima opera per Dusseldorf, ARMINIO iniziò una collaborazione tra Steffani e B. Pallavicino, poeta figlio del musicista Carlo, il cui maggior risultato fu il TASSILONE del 1709. L'opera è molto significativa per far evidenziare il ruolo dell'opera italiana in Germania, mezzo d’esaltazione della corte in cui nasce. Nella vicenda del TASSILONE non solo si ritrova la materia alto-tedesca, di moda all’epoca, e rispecchia nell’atmosfera favolesca le vicende politiche del tempo: infatti nel ruolo di Carlo Magno si può intravedere l'imperatore Leopoldo I; Tassilone II, duca di Baviera è invece Massimiliano Emanuele di Baviera e Gheroldo è Giovanni Guglielmo del Palatinato. Anche il tradimento di Tassilone rispecchia nelle vicende attuali del tempo l'alleanza di Massimiliano Emanuele con Luigi XIV contro l'imperatore negli eventi della guerra di successione spagnola, mentre Gheroldo, paladino di Carlo Magno, esalta Giovanni Guglielmo nel momento del maggior successo politico e militare: chiaro che Gheroldo è quindi il vero eroe dell'opera e ogni occasione è strumentalizzata per lodare la sua virtù, anche attraverso lo strumento dell’aria solistica dentro l’opera. Il Tema politico delle lotte per il potere è contemperato da vicende di amori e di gelosie elementi tipici dell'opera veneziana. Qui enorme è l'impegno compositivo di Steffani per questo grande lavoro: nella serie di arie confluisce tutta l’arte musicale nota di Steffani, con predominanza massiccia di arie con strumenti concertanti: grande autonomia e ricchezza di parti strumentali importanti quanto la voce, virtuosismo vocale, coloriture; esse però danno spazio anche alle arie espressive di ampio respiro con strumenti obbligati, che, in queste ultime opere, riducono le vaste dimensioni e ricercano una esattezza armonico-tematica.

 

 

scena da SERVIO TULLIO, opera di Agostino Steffani

 


 

Composizioni

 

Opere Teatrali

 

Marco Aurelio (libretto V. Terzago; Monaco, 1681);

Serenata, composizione nuziale (ivi, 1682);

Solone (V. Terzago; ivi, 1685);

Audacia e rispetto, «torneo» (Id.; ivi, 1685);

Servio Tullio (Id.; ivi, 1686);

Alarico il Baltha (L. Orlandi; ivi, 1687);

Niobe, regina di Tebe (Id.; ivi, 1688);

Henrico Leone (O. Mauro; Hannover, inaugurazione del Teatro, 1689);

La lotta d'Ercole con Acheloo, «divertimento» (Id.; ivi, 1689);

La superbia d'Alessandro (Id.; ivi, 1690);

Orlando ge­neroso (Id.; ivi, 1691);

Le rivali concordi ovvero Atalanta (Id.; ivi, 1692);

La libertà contenta ovvero Alcibiade (Id.; ivi, 1693);

Accademia per musica, composizione nuziale (F. Palmieri; ivi, 1695);

Bacchanali, «di­vertimento» (O. Mauro; ivi, 1695);

I trionfi del fato (Id.; ivi, 1695);

Arminio (S. B. Pallavicino; Dusseldorf, 1707);

Tassilone (Id.; ivi, 1709);

Amor vien dal destino ovvero Il turno (O. Mauro; ivi, 1709).

 

Opere dubbie:

Briseide (F. Palmieri; Hannover, 1696);

La costanza delle selve,  la favola pastorale (1697);

Proserpina ra­pita (1707).

 

scena da SERVIO TULLIO, opera di Agostino Steffani

 

Musica vocale da camera

 

Circa 100 duetti a 2 voci e continuo;

6 Scherzi a 2 voci con istromenti;

7 Scherzi a 1 voce con istromenti;

2 madrigali (1 a 4 e 1 a 5 voci);

Trastulli per Soprano o Basso con 1 o 2 strumenti e basso;

Occhi miei lo miraste, cantata per soprano e continuo.

 

Musica sacra

 

Stabat mater a 6 voci, 6 strumenti e continuo;

Laudate pueri per 2 cori (1 a 4 e 1 a 5voci, 1673);

Laudate Dominum per 8 soprani e continuo (1673);

Sperate in Deo per coro a 5 voci e continuo (1674);

2 mottetti (1 a 2 cori a 4 voci e continuo.; 1 a SSB, 2 violini e continuo, 1676).

Inoltre:

Psalmodia vespertina volans 8 plenis v. concinenda op. 1 (13 vespri e 1 Magnificat, Roma, 1674);

Sacer Janus quadrifons 12 mottetti a 3 voci, Monaco, 1685;

6 Sonate da camera a tre (Amsterdam, 1710).

Perdute sono 12 sonate a 4 per archi.

 

Scritti

      

Quanta certezza abbia da suoi principi la musica (Amsterdam, 1695).

 

 

scena da SERVIO TULLIO, opera di Agostino Steffani

 

 

Discografia


 
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Orlando Generoso
Kaï Wessel, countrotenore; Roberta Invernizzi, soprano; Susanne Ryden; Jorg Waschinski, countrotenore; Franz Vitzthum, countrotenore; Wolf Matthias Friedrich, basso

Musica Alta Ripa
dir. Bernward Lohr

MDG MDG3091566 (3 CD, 2009)

 

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Alarico - Il Baltha, cioè l'Audace , Re de Gothi (1687)
Alarico: Stefania Maiardi, mezzo soprano
Sabina: Maria Carla Curìa, soprano
Honorio: Lee-Ji Young, mezzo soprano
Pisone: Luca Casagrande, baritono
Semiamira: Loretta Liberato, contralto
Placidia: Won Mi-Jung Capilupi, soprano
Stilicone: Guerino Pelaccia, tenore
Lidoro: Marco Democratico, basso

Scarlatti Camera Ensemble

Concerto CD20393 (3 CD, 2004)

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Duetti da camera
Rossana Bertini, soprano; Claudio Cavina, controtenore
Galassi, Costoyas, Quintana, dir. Cremonesi  
Glossa (1 CD medio prezzo)

 
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Suites Theatrales
Henrico Leone; I Trifoni del Fato; Niobe Regina di Tebe; Amor vien dal Destino
Sonatori de la Gioiosa Marca

Divox (1 CD, 2000)

 

 

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   A cura di  Arsace    

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 09-08-09