Egidio Romualdo

Duni

 

( Matera, 1709 - Parigi, 1775 )

 

 

 

 

 

Egidio Romualdo Duni si è distinto nella storia della musica settecentesca come uno dei fondatori dell'opera comica in Francia (le pére Duny), e in parte per la messa in musica della CHECCHINA di Goldoni, prima di Niccolò Piccinni, musicista suo coevo e anche conterraneo, che fu chiamato a Parigi dopo di lui col chiaro obiettivo di continuarne l'opera. Ricordiamo che il Piccinni era il compositore che era sostenuto e protetto dalla amante in carica di Luigi XV°, Madame du Barry, che spicca come nome fondamentale dopo la scomparsa di Madame de Pompadour: l'opposizione che fece scontrare la matura ma pur bella Barry con la giovane principessa Maria Antonietta, si riversò anche nel campo musicale: Maria Antonietta si premurò di appoggiare in vece il riformatore Gluck creando un'altra fazione.

M torniamo a Duni. Il Duni italiano è poco preso in considerazione: mentre la sua produzione francese è giunta a noi, per la produzione sacra su testo italiano egli scrisse in musica 4 oratori, ma solo la partitura del GIUSEPPE RICONOSCIUTO è giunta sino a noi.
Eppure fece una brillante carriera tra il 1735 anno del suo debutto come operista al teatro Sa Carlo a Napoli e il 1758, data del suo trasferimento alla capitale Francese.
Il GIUSEPPE RICONOSCIUTO è sicuramente l'ultima composizione di Duni prima che si trasferisse in Francia, e probabilmente fu eseguita senza la sua presenza, poiché il libretto porta data 1759, e Duni era impegnato a collaborare al teatro Theatre des Italiens di Favart: si tratta verosimilmente ad una ripresa dell'oratorio.

Duni si cimenta con un testo Metastasiano, ma non è la prima volta, infatti ben 8 su 12 titoli delle sue opere serie italiane tra il 1735 e il 1756 sono infatti tratti dal poeta cesareo:

ADRIANO IN SIRIA
DEMOFOONTE
DIDONE ABBANDONATA
CATONE IN UTICA
ARTASERSE
IPERMESTRA
CIRO RICONOSCIUTO

Gli altri 2 gli sono attribuiti: ALESSANDRO NELLE INDIE e DEMETRIO.
Si aggiungano inoltre un altro oratorio GIOAS RE DI GIUDA e una versione francese di ISACCO.

Il tempo però ha spazzato via questa produzione, e oggi abbiamo solamente 3 melodrammi italiani e il solo oratorio GIUSEPPE RICONOSCIUTO, che viene rappresentato per la prima volta con la registrazione edita dalla lodevole BONGIOVANNI.
Il rpimo a mettere in musica il testo del GIUSEPPE RICONOSCIUTO fu il napoletano Giuseppe Porsile, maestro di cappella a Vienna dell'Imperatore Carlo VI per la settimana santa del 1733: poi a nastro l'oratorio fu musicato da:

Terradellas - Napoli 1736
Gasse - Dresda 1741
Cocchi - Napoli 1748
Orlandini - Firenze 1750
Fornasari - Reggio Emilia 1750
Lombardi - Montegiorgio 1752
Angelini - Perugia 1754
e numerosi altri fino a Vincenzo Fiodo - Napoli 1804.

Il primo testo con oggetto sacro di Metastasio musicato da Duni è stato il GIOAS RE DI GIUDA, il cui libretto sopravvive pure oggi: era dedicato alla nobildonna napoletana Lucrezia Macedonia, duchessa di Castelmezzano: la musica fu diretta dal signor D. Nicola Mazaro, canonico e maestro di cappella di Bitonto.
Il GIUSEPPE RICONOSCIUTO rappresenta da un punto di vista musicale un capolavoro del pieno settecento.
La partitura manoscritta, conservata presso la biblioteca del Coservatorio di Napoli reca il titolo "Giuseppe riconosciuto. Poesia dell'abate Pietro Metastasio Romano. Musica del sig. Egidio Duni Napoletano" e si presenta con la tipica struttura di oratorio, con un limitatissimo intervento del coro (ultima traccia del 2 cd) che è formato dalla somma dei solisti.
Le voci associate ai personaggi sono acute, sopranili per la verità e quindi rispecchiano l'uso del tempo: La scrittura presenta qualità interessanti, per ciò che concerne sia l'utilizzo degli strumenti che per quanto concerne le arie con da capo, sia anche nei pezzi d'insieme.
La scuola napoletana è presente con i suoi schemi in alcune parti dell'oratorio, con caratteristiche tipiche di una generazioen precedente al Duni, altri brani invece sono all'avanguardia: l'aria di Beniamino nel cd 1 e al duetto finale fra Giuda e Simeone: il duetto non è contemplato nel libretto del Metastasio, quindi è una aggiunta apposita per l'esecuzione a Bitonto: pare che vi sia tuttavia un plagio con l'esordio dell'aria di Cecchina di Piccinni da CECCHINA "Alla larga signore", che però ebbe la sua prima un anno dopo nel 1760 a Roma: quindi anche se fosse lo spunto lo prese Piccinni da Duni.

 

 

 

Egidio Romualdo Duni

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Festival Duni

 

 

 

Arie di Duni scritte per Farinelli, pubblicate a Londra nel 1737

 

Arie di Duni scritte per Farinelli, pubblicate a Londra nel 1737

 

 

Frontespizio libretto del CATONE IN UTICA di DuniFrontespizio libretto del CATONE IN UTICA di Duni

 

 

Discografia


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Giuseppe Riconosciuto
Sette, Polito, Ressa, Palmitesta;
Orchestra Barocca del Festival Duni di Matera
, dir. Vito Paternoster
Bongiovanni (2 CD, 2002)

 

 

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Testo a cura di  Arsace

 

www.haendel.it

 

Ultimo aggiornamento: 24-10-05