Aneddoti Handeliani

 

 

 

La superiorità di Handel

 

 

 

Charles Burney racconta:


" Che Handel fosse superiore, nell'energia e nell'audacia dello stile, nella ricchezza dell'armonia, nella complessità del trattamento delle voci, a qualsiasi compositore che sia mai stato ammirato per queste particolari capacità, è una verità indiscutibile. E per tutto il tempo in cui la fuga, l'invenzione e il contrappunto vennero considerati più di quanto non accada oggi, egli rimase del tutto insuperato.
So che si è detto che Handel non fu l'originale e primo inventore di diversi generi musicali per cui il suo nome e stato celebrato; ma, per quanto concerne l'originalità, si tratta di un termine cui bisogna porre limiti convenienti, prima di applicarlo alla produzione di un qualsiasi artista.
Ogni invenzione è incerta e appena sbozzata all'inizio, e Shakespeare non fu il primo scrittore di commedie, né Corelli fu il primo compositore di musica per violino, sonate e concerti, anche se quanto produsse per questi generi fu il meglio del suo tempo; e nemmeno Milton fu l'inventore del poema epico.
Una volta fissati la tonalità, l'armonia e il ritmo della musica è impossibile per qualsivoglia musicista inventare un genere di composizione completamente e rigorosamente nuovo, almeno quanto è impossibile per un poeta crearsi un linguaggio, un idioma e una fraseologia. L'inventore musicale più grande e audace può invece servirsi dei migliori mezzi espressivi, combinazioni, effetti utilizzati dai suoi predecessori per rielaborarli, applicarli in modo nuovo e aggiungere, attingendo al proprio genio, tutto ciò che è grande, grazioso, lieto, patetico, o, comunque, piacevole. Handel fece questo in modo grandioso e superiore, poiché era padrone, negli anni della maturità e del pieno vigore, di ogni raffinatezza e perfezione proprie del suo tempo. Egli univa l'arte profonda ed elaborata del suo paese natale con l'eleganza e la fluidità italiane: sembra infatti che, durante il suo soggiorno a sud delle Alpi, egli abbia ascoltato attentamente, nelle chiese, nei teatri, nelle sale da concerto, le migliori composizioni e i più grandi esecutori del tempo, di ogni genere e campo. Esistevano già cantate di Carissimi, Alessandro Scarlatti, Gasparini e Marcello; duetti di Steffani e Clari; composizioni corali senza accompagnamento strumentale di Palestrina e dei nostri Tallis, Bird e Purcell e con accompagnamento strumentale di Carissimi e Paolo Colonna; sonate e concerti per violino di Corelli e Geminiani; ma si può affermare in tutta verità che Handel aggiunse, a qualsiasi stile o genere musicale adottasse, molto di rilevante e di bello, come sarebbe facile dimostrare, in una trattazione più ampia, attraverso qualche esempio. Qui vorrei solo affermare, come articolo della mia profession de foi musicale, che le sue arie o melodie sono assai superiori a quelle che si possono trovare nelle cantate, peraltro affascinanti, che vengono attribuite a Carissimi; che egli è più naturale nel trattamento delle voci, e il movimento del basso è, nelle sue composizioni, più vario che in quelle di Alessandro Scarlatti; che è più vigoroso e originale di Gasparini e Marcello; che i suoi detti da camera sono almeno al livello dì quelli di Steffani e Clari, che però non crearono nulla di notevole negli altri generi; e, sebbene il defunto Dottor Boyce fosse solito dire che Handel doveva molto a Colonna per quanto riguarda le sue composizioni corali con accompagnamento strumentale, sembra inconfutabile che questo genere debba molto di più a Handel di quanto quest'ultimo sia debitore a Colonna o di quanto le composizioni corali con accompagnamento siano debitrici a qualsiasi altro compositore. Credo inoltre che le sue migliori arie d'opera italiana superino, per la varietà dello stile e la semplicità degli accompagnamenti, quelle dì tutti i compositori europei del passato e del presente, che nelle sue composizioni per violino ci sia più fuoco che in quelle di Corelli e più ritmo che in quelle di Geminiani; che nelle fughe per organo più mature, magistrali ed eccellenti, composte su temi estremamente ingenui e piacevoli, egli superò, oltre a Frescobaldi e persino a Sebastian Bach, altri fra i suoi compatrioti rimasti celebri per l'abilità in questo difficile ed elaborato tipo di composizione; e, infine, che tutti i musicisti intelligenti e senza pregiudizi di ogni paese, dopo avere ascoltato o letto i nobili, magistrali e spesso sublimi anthems corali o i cori degli oratori, ammetterebbero spontaneamente, con rapimento, dì non aver mai conosciuto nulla di simile tra le opere dei grandi maestri che sono stati attivi da quando fu inventato il contrappunto."

 

 

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A cura di Arsace

 

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Ultimo aggiornamento: 13-09-04